Ritorno al passato

mag
2009
14

scritto da on Ambiente, Attualità

Nessun commento

 

Greenpeace diffonde le ‘mappe nucleari’ per l’Italia

Greenpeace diffonde le ‘mappe nucleari’ per l’Italia

Greenpeace pubblica un bell'articolo sulla situazione del nucleare in Italia. Il 12 maggio 2009 è stato l’approvato il DDL 1195 che dà sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Greenpeace mostra tre ‘carte nucleari’ per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari:

  • - la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta
  • - la mappa ENEA sulla vulnerabilità delle aree costiere ai cambiamenti climatici
  • - l'elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari.

Negli anni ’70 il CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare poi trasformato in ENEA negli anni ’80) elaborò una mappa per la localizzazione dei siti.

Mappa CMEN

Nella mappa qui allegata le zone in rosso sarebbero quelle più adatte ad ospitare Centrali nucleari mentre le zone in verde invece quelle più popolate (uso il condizionale perchè la mappa risale agli anni 70 e naturalmente la situazione oggi coi cambiamenti climatici e l'urbanizzazione è ben diversa). Notate che vi sono aree rosse anche in Sicilia!!!

Mappa ENEASecondo invece la mappa del 2007 dell'ENEA diverse zone che secondo la precedente mappa erano idonee sono invece a rischio climatico e non c'è da sottovalutare il rischio sismico che, come è noto, è minimo in Sardegna, nella fascia tra Piemonte e Lombardia e una parte del Salento.

Per cui in teoria sarebbe in queste zone che si orienterebbero le scelte per i siti delle centrali nucleari (la Sicilia dunque sarebbe salva).

Per quanto riguarda le scorie invece, secondo una ricerca svolta nel 2000 dal Gruppo di lavoro per la gestione in sicurezza dei rifiuti nucleari, le zone più adatte sarebbero quelle mostrate nella mappa che segue. Mappa Scorie

Come si vede, a parte qualche area localizzata anche in Abruzzo (per le scorie nucleari il rischio sismico evidentemente è considerato marginale) le aree potenziali sono presenti in molte zone soprattutto interne e si concentrano tra l’Alto Lazio e buona parte della Toscana, Le Murge pugliesi, la Basilicata e parte della Calabria.

C'è da dire che la risultante della sovrapposizione delle 3 mappe e quindi dei possibili rischi di natura climatica, sismica e abitativa rende molto difficile la decisione da parte del governo che avrà una bella gatta da pelare. Il mio parere che conta evidentemente poco ma non sono il solo a pensarla così è che sia una scelta sciagurata e controproducente oltre che pericolosissima. Una scelta che porta indietro il nostro paese e chi come lui fa tali scelte.

L'obiettivo sarebbe quello di investire in Energie rinnovabili a zero inquinamento invece che Centrali Nucleari a basso rendimento e pericolosissime.  Che non convegna costruirle lo ha capito l'Australia che ha fatto fare uno studio a tal proposito. I ricercatori dell'università di Sidney infatti calcolano direttamente un parametro che chiamano "intensità energetica" che è il rapporto fra l'energia termica necessaria e l'energia elettrica generata.
Ecco qua i dati (per l'articolo completo leggere qui):

tecnologia ......................................EROEI

Nucleare, acqua leggera ..............5.5 (2.5 - 6.2)

Nucleare, acqua pesante .............5.0 (2,8 - 5.5)

Turbine eoliche..........................15.1 (8.3 - 24)

Fotovoltaico .............................3.0 ( 1.5 - 6.2)

Mini-idro ..................................21.7 (7.3 - 50)

Che sia pericolosissimo si deduce dal fatto che nessuna compagnia assicurativa vuole assicurare una centrale nucleare.

Che sia economicamente svantaggioso si deduce dal fatto che senza contributi statali (cioè nostri soldini) nessuno è in grado di sostenerne la costruzione ne tantomeno il funzionamento (leggasi articolo sul CIP 6). Lo stesso discorso vale per gli inceneritori che tra l'altro producono una miriade di altri rifiuti alcuni dei quali non filtrabili in quanto di dimensioni piccolissime  come le nanoparticelle, riitenute responsabili dell'insorgenza di tumori, che sono dell'ordine di milionesimi di millimetro.

La battaglia è iniziata. Informati e poi dimmi da che parte stai.

Lascia un Commento