Per sangue o per ragione.

giu
2009
17

scritto da on Riflessioni d'autore

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Qua in alto, nell’header del blog, vedete varie parole tra cui : “Libertà di pensiero”, “Questione morale”, “Punti di vista”, “Autodeterminazione” ... Non sono lì a caso, sono lì in quanto le sento mie da parecchio tempo, ma il coraggio di rispettarle e metterle in pratica è in me da qualche anno.

Il 6 e 7 giugno 2009 ci sono state le elezioni europee ma anche quelle amministrative (nel mio comune di residenza, Mandanici provincia di Messina). A dire il vero non mi interessavano granchè queste ultime, le mie frequentazioni a Palermo di persone di un certo spessore, di una certa cultura e intelligenza mi hanno fatto svegliare dal torpore in cui ero caduto vivendo nel mio paese e mi hanno spinto a recarmi a Mandanici per votare alle europee, per Sonia Alfano. Su wikipedia vi è la sua storia, noterete, verificando molti altri politici, la mancanza della scheda relativa ai "Procedimenti giudiziari penali". La conosco bene Sonia, è una delle persone che stimo di più per le sue vicende tragiche che l'hanno vista vittima di mafia ma soprattutto per ciò che da questo ne è venuto fuori, una forza di reagire e battersi contro ciò che le ha rovinato la vita, che ci rovina la vita e che ci opprime...la mafia. L'unico motivo che mi ha fatto fare 300 km  e buttare nell'urna quella maledetta scheda è stato Lei. Ma questo è stato il contorno della vicenda che racconterò a breve. Come accennato pocanzi vi erano pure le elezioni comunali a Mandanici. C'ho riflettuto molto prima di prendere la decisione che mi ha causato non pochi problemi, la decisione di non votare alle comunali, rifiutando la scheda elettorale. Quando infatti sono entrato nel seggio i miei compaesani non volevano crederci. Esterefatti si chiedevano come mai avessi deciso ciò. Spiegare sarebbe stato inutile, loro vivono in un altro contesto e non basterebbero diverse ore. Spiegazioni che ho dato anche ai miei familiari che non hanno capito e accettato la mia scelta. "Hai sbagliato!" Dovevi almeno prendere la scheda!" mi dicono. Infatti tra i candidati vi era pure mia cognata e la sua famiglia, mio fratello e figli, hanno dedicato non poche risorse per la campagna elettorale (considerato che lo sia). Premetto che in un paesino di poco più di 500 votanti, i legami di sangue la fanno da padrone, poi ci sono gli esterni che sono circondati, oppressi e pedinati fino al giorno delle elezioni e addirittura fin dentro il seggio elettorale. La famiglia di mio fratello l'ha presa malissimo, ho sfiorato la rottura (mio nipote non mi parla più), ho perso un pezzo di fiducia / rapporto e soprattutto ho rischiato (in caso ci fosse stata la sconfitta) l'isolamento familiare. Tutto il paese non ha condiviso il mio gesto, non ha compreso cosa mi sia successo qui a Palermo. Alcuni mi dicono che abbia perso la testa. Adesso che sapete come sono andate le cose posso spiegare il mio "insano gesto" di non aver votato per la "famiglia". E' molto semplice. Il voto è l'espressione della fiducia che si dà a chi si mette a disposizione di tutti per gestire la cosa pubblica. Io non avendo vissuto in paese, non avendo vissuto la campagna elettorale e soprattutto non avendo questa fiducia nelle persone che si sono candidate, ho pensato ingenuamente di non darla. Neppure a mia cognata e alla politica, alla mentalità che ella esprime..cioè quella di mio fratello che da leader sanguigno e coriaceo rappresenta ciò che io non ho mai apprezzato, la politica come lotta per la conquista del potere e sfruttarlo per i propri bisogni. Una politica da stadio, senza se e senza ma, dove si ama o si odia, solo per appartenenza e non in seguito ad analisi e riflessione.

La nuova amministrazione e i suoi fan

La nuova amministrazione e i suoi fan

Il risultato è stato pessimo, un paese diviso, persone che non si salutano e che si odiano. Ironia della sorte vince la lista che ha per simbolo una stretta di mano e con scritto "Uniti per cambiare". Il mio gesto è servito a rompere col passato, con quella mentalità che mi ha inseguito, tenuto prigioniero e lontano dalle mie idee. Non so se nel mio paese sarà servito a qualcosa, se farà riflettere qualche persona e liberarne altre allorà sarà un successo. Ho solo capito che la maggior parte dei miei compaesani ha votato e voterà solo ed esclusivamente in quanto legata da relazioni di parentela; i comizi non servono a nulla se non a gettare fango sugli avversari mentre i programmi un inutile spreco di carta.

Io ho scelto la ragione.

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