Incontro con Enrico Mentana

giu
2009
27

scritto da on Informazione, Palermo

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Ebbene si, il mio incontro faccia a faccia con Enrico Mentana. Mi sono recato alla libreria Flaccovio di via Ruggero Settimo a Palermo, armato di fotocamera e fogliettino con 4 domandine.  Purtroppo ho avuto la possibilità di fargliene solo una e così ho scelto la più tosta.

Lui si presenta e racconta se stesso, di come iniziò e di come condusse il tg5, sempre a schiena dritta, dice, sempre "neutrale e indipendente" (neutrale, che significa?). Arriva il momento delle domande. Tutti elettrizzati, proni e sorridenti al suo cospetto. Domande soft e tranquille ma c'ho pensato io a ravvivare la serata.

Davanti a qualche telecamera alzo la mano, prendo il microfono e mi butto per la prima volta a capofitto nel dibattito con un personaggio che ha segnato il panorama televisivo e giornalistico seppur, a mio parere, con la schiena curva nei confronti del padrone.

"Ci sono volute diverse cene tra le quali una nel 1994, lo affermò Facci che non era certo di sinistra, una nell'aprile del 2008 prima delle elezioni e 18 anni di militanza a mediaset per rendersi conto di essere in una "dependance di Forza Italia?"

Risposta:

Beh dopo la discesa in campo, Berlusconi volle creare un tg, un telegiornale che fosse alternativo a quelli lottizzati come tg1, tg2 e tg3, sembra strano ma agli inizi non era un comitato elettorale come dichiarai io. Lo diventò dopo e in una lettera a Confalonieri chiesi di uscire in punta di piedi"

Non fu così ribatto io, è stato cacciato via. Montanelli ebbe più dignità e se ne andò dopo aver capito la linea politica che voleva dare Berlusconi a Il giornale.

"Non se ne andò ma fu cacciato " mi risponde lui. Minchia penso io e ribatto che non è così, Travaglio che lavorava con Montanelli afferma che se ne andò e in rete si legge ovunque così.

Lui mi dice che Internet è un posto dove si legge tutto e il contrario di tutto, che non è affidabile, che non ci sono controlli. Insomma non mi permette di ribattere. Poi altri fanno le loro domande, tra cui uno in cravatta, credo del PDL che conferma i limiti di internet, a ruota tutti concordano e mi guardano come se fossi un marziano io che non leggo libri, giornali, tv ma mi affido a internet. che seguo blog e siti di certi qualunquisti (credo si riferisca a Grillo) e poi elogia Mentana, bla bla bla.

Insomma alla fine Lui si dichiara come uno che è stato indotto alle dimissioni, che Mediaset ha frainteso le dimissioni da direttore editoriale e lo ha cacciato anche da Mediaset. Poi lui cita Mediaset in giudizio, vince, lo reintegrano e trova un accordo per rislvere il contratto.

Insomma vuole far crederci che è stato non cacciato ma indotto all'abbandono, che Montanelli è stato invece cacciato.

Non ho avuto modo di ribattere, in quanto molti dovevano fare domande. Ho mancato di cattiveria, d'altra parte era la mia prima intervista e non ho mostrato le unghie, l'emozione e l'isolamento mi hanno un pò impaurito.

Lui afferma ancora che un giornalista deve essere "Neutrale e indipendente". Che significa Neutrale? Indipendente si ma Neutrale? Un signore gli ricorda che i giornalisti che fanno domande scomode non ci sono più ma lui con giri di parole evita la risposta.

Alla fine dopo le autografie di rito sui libri gli faccio un in bocca al lupo, gli stringo la mano e gli dico "adesso che è libero sia indipendente ma non neutrale, se lo può permettere!!! Lui mi chiede: "Lei lavora?", "Si" rispondo io, e lui ancora "Beh io no", "Ma lei se lo può permettere di non lavorare!" ribatto.

Riflettendoci poi ho capito la risposta e ho anche capito il significato di neutrale. In soldoni se lui facesse il giornalista, facesse le domande anche le più scomode e spiacevoli non lavorerebbe da nessuna parte. Da qui la necessità a mi parere di essere neutrale, insomma non rompere troppo le palle.

Ah dimenticavo che l'omino con la cravatta, insomma il pdellino, mi si avvicina e mi dice. "Come sempre siete stati sbugiardati, dite delle cose non corrispondenti a verità voi della rete". "Cosa?" Dico io. e Lui: "Quello che Le ha contestato Mentana". Che Montanelli se ne è andato è vero, e che lui (Mentana) è stato cacciato anche. Se Lei ha delle fonti alternative me le dica che le verifico". Lui incassa e si eclissa tra i fan a caccia del suo autografo.

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