L’acqua non si vende

apr
2010
01

scritto da on Ambiente, Attualità, Palermo

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Spinto da questa frase ho deciso a fine 2009, proprio nei giorni in cui veniva convertito in legge il decreto Ronchi che di fatto obbligava gli enti locali a cedere il 70% della gestione del Servizio Idrico Integrato ai privati entro il 2015, ad aderire alla campagna per la ripubblicizzazione dell'acqua.  La campagna in verità è nata molti anni fa quando venne approvata la legge Galli e successivamente il decreto 152 del 1999 (che apriva di fatto il mercato alla gestione del servizio idrico integrato, approvvigionamento, distribuzione e trattamento delle acque reflue.

Nacque così un cosiddetto Forum che univa in sè una miriade di associazioni, movimenti e cittadini comuni con l'intento di proteggere il bene più prezioso che esiste sulla terra....l'acqua. Con la crescente popolazione mondiale, con lo sviluppo industriale e agricolo, l'acqua diventa e diventerà sempre più il punto cruciale dell'ecomonia mondiale. Le multinazionali, Veolia e Suez in testa, lo hanno capito già e si stanno accaparrando quasi tutto nel mondo...compresa la nostra Sicilia. Il 30% infatti del servizio idrico è di fatto nelle mani di Voelia, multinazionale francese che controlla il 75% di Siciliacque S.p.A.

Il Forum nazionale dei movimenti per l'acqua nasce quindi nel 2005. Nel 2006 parte la prima raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico”. Vengono raccolte più di 400 mila firme e così il dispositivo arriva alla camera dove giace tutt'ora in attesa di essere discusso.

La data cruciale però, che ha dato una ulteriore spinta alla battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico, è il 20 novembre 2009. In questa data, viene convertito in legge il cosiddetto Decreto Ronchi, chiamato volgarmente "salva multe" in quanto l'europa chiede l'adeguamento del sistema legislativo italiano a norme europee appunto.
In questo decreto ci viene infilato anche un articolo che di fatto mercifica l'acqua, obbligando gli enti locali a cedere (entro il 2015?) il 70% della gestione del Servizio idrico integrato al privato.

Sull'ondata emotiva che si scatena io stesso vengo coinvolto insieme a moltissime persone e come rappresentante degli "Amici di Beppe Grillo - Meetup Palermo3 - Il Grillo di Palermo", aderisco alla battaglia e sposo le idee del Forum nazionale dei movimenti per l'acqua. In ogni regione, province e città nascono di conseguenza i forum locali. Io aderisco a quello di Palermo, quindi di conseguenza a quello della Provincia e alla fine al Regionale.
Molte associazioni si riuniscono e discutono, cercano di coordinarsi per muoversi all'unisono e integrarsi nella battaglia nazionale. In Sicilia però si vive una realtà parallela. Oltre alla legge nazionale infatti viene presentato un disegno di legge di iniziativa Consiliare (su deliberazione di più di un terzo dei consigli dei comuni siciliani) e viene presentata prprio il 4 marzo all'ARS. La vicenda in Sicilia si tinge di giallo visto che alle soglie della presentazione nel Parlamento reginale, dopo che quasi tutti i comuni hanno deliberato e trasmesso la loro decisione, si scopre che nella legge vi è un refuso, un piccolo errore insomma. All'art. 8 comma 2 di questa proposta di legge vi è scritto:
L’affidamento della gestione del servizio idrico integrato è affidato agli Enti Locali attraverso la costituzione, in modo diretto, di Enti di diritto pubblico, (Aziende speciali consortili, Consorzi tra Comuni, società di capitali) sulla base del bacino idrografico dell’Ambito Territoriale Ottimale in modo da assicurare il superamento della frammentazione delle gestioni.
L'autore dello scoop è il referente siciliano nel Forum nazionale, Sara Giorlando.
La questione viene subito messa all'ordine del giorno nelle riunioni del forum sia comunale, provinciale e regionale.
Non vi sto qui a tediare di quello che succede, sta di fatto che il Forum nazionale non ne sa nulla, il relatore nonchè gli enti locali, rappresentati da un Coordinamento Nazionale "Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e la Gestione Pubblica del Servizio Idrico" nato a Palermo e guidato dal sindaco di Palma di Montechiaro, e che hanno deliberato inconsapevolmente(?) sulla proposta di legge non sanno(?) e non dichiarano nulla. A noi tutti del forum viene il dubbio: voluto o no? Io penso e ho quasi la certezza che il tutto sia stato voluto. La polemica divampa e c'è chi sostiene di non diffondere la notizia per non sminuire il grande risultato politico raggiunto. Molti altri, me compreso, sostengono che bisogna fare qualcosa, bisogna informare sia gli enti locali che si sono espressi (inconsapevolmente?) sulla proposta di legge e informarli di cosa sia successo. Bisogna rendere pubblico il tutto e dichiarare ufficialmente che la legge in parlamento regionale dovrà essere discussa partendo dall'eliminazione di quelle parole..."Società di capitali".
La legge arriva all'ARS e il 10 marzo si svolge a palazzo dei Normanni la conferenza stampa per la presentazione ufficiale del disegno di legge che ...<<seguirà lo stesso iter previsto, e di conseguenza l’Assemblea Regionale  sarà chiamata a discutere la  legge deliberata dai Comuni, così come formulata e depositata.
In precedenza il 6 marzo in una riunione del forum regionale a Palermo, successivamente ad un lungo dibattito, è stata assunta la seguente posizione:

POSIZIONE ASSUNTA DAL FORUM REGIONALE SICILIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
“Nel ribadire la posizione  da sempre portata avanti dal Forum Nazionale  relativamente alla gestione del S.I.I., escludendo qualunque società di capitale anche pubblico, il Forum Regionale Siciliano dei movimenti per l’acqua sostiene l’impegno delle amministrazioni Comunali Siciliane verso la ripubblicizzazione del S.I.I.  coerentemente con la posizione dei movimenti sopra espressa.”
>>

Queste righe virgolettate sono parte di una lettera che il forum regionale ha voluto inviare a tutti i movimenti dello stesso forum per sottolineare che ciò che si vuole sostenere va in linea con Il Forum nazionale e che, continua la lettera, .... <<In seguito, in occasione della presentazione della proposta di legge, il Sindaco di Palma di Montechiaro, Rosario Gallo, a nome del coordinamento dei sindaci, ha toccato l'argomento, chiarendo la volontà dei comuni deliberanti di adoperarsi per il superamento del refuso. Così si legge nel report:
"In un passaggio introduttivo è stato posto l’accento sulla presenza di un refuso nella legge (art.8 comma 2) in evidente contraddizione con lo spirito della legge e la volontà dei comuni deliberanti. Tutti i presenti sono stati concordi nel rendere manifesta la volontà che le parole “società di capitale” vengano cassate in fase di audizione dei sindaci presentatari, nelle competenti commissioni parlamentari attraverso la presentazione di un documento esplicativo."

Di ciò prendiamo atto con soddisfazione, e adesso ci aspettiamo che i Sindaci mettano in campo ogni energia ed impegno nei confronti dell'Assemblea regionale siciliana, che adesso dovrà discutere il disegno di legge, affinché  il refuso possa essere eliminato.

Inoltre il Consiglio provinciale di Messina, grazie all'impegno del forum provinciale locale, ha anch'esso deliberato la proposta di legge, ma senza il refuso.

Naturalmente da questo momento in poi tutti i movimenti saranno chiamati ad adoperarsi in tutte le forme possibili affinché  la proposta di legge possa essere approvata, ma senza il refuso che fa riferimento alle società di capitali, e senza che vengano apportati emendamenti peggiorativi che dovessero andare in contrasto con gli obiettivi del Movimento per l'acqua, cioè la gestione del servizio idrico da parte di soggetti di diritto pubblico, con l'esclusione delle spa.
A tal fine  consideriamo il referendum un momento importantissimo per il quale ci spenderemo per raccogliere più firme possibili.
Inoltre riteniamo che la presentazione di un ulteriore progetto di legge senza refuso da parte dei consigli provinciali, secondo quanto previsto dallo statuto regionale siciliano, possa essere funzionale, insieme a quanto faranno i Sindaci, a che venga esaminato ed approvato un testo in tutto rispondente alle linee e agli ideali del movimento internazionale per l'acqua pubblica; in tal senso ci adopereremo per favorire l'approvazione delle delibere nelle varie province, dopo quella di Messina.
>>

Sposando in toto quanto espresso dalla lettera del Forum regionale siciliano in qualità di rappresentante degli Amici di Beppe Grillo - Meetup Palermo3 - Il Grillo di Palermo, aderisco formalmente alla battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico e alla proposta di legge regionale.

Mentre una legge giace al parlamento nazionale e una (monca) in quello regionale, parte parallelamente la campagna referendaria volta ad abrogare ogni parte di norme che aprono alla privatizzazione del servizio idrico.
In primis la legge 166 del 20 novembre 2009 (ex Decreto Ronchi) e in secundis il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006.
Qui sotto vi sono alcuni documenti relativi all'apertura della campagna referendaria.

Introduzione ai referendum
Comitato referendario
Relazione introduttiva ai quesiti referendari
Quesiti referendari
Comunicato stampa
Dichiarazione Meetup Amici di Beppe Grillo

Questa battaglia mi vedrà impegnato costantemente e in prima persona. Perchè? Perchè l'acqua è importante, è vita e deve essere assicurata e soprattutto a basso costo. Non è possibile che si faccia speculazione su una cosa indispensabile e vitale.

Si è già visto che l'arrivo del privato ha solo causato minori investimenti e aumento dei costi. Arezzo ne è la prova. Agrigento una dura realtà. Si veda il documentario andato in onda su rai tre il  07/02/2010 dal titolo Acqua rubata.

Il 31 marzo 2010 vengono quindi depositati in cassazione i 3 quesiti referendari, a palermi si insedia il comitato promotore e nello stesso giorno ci riuniamo insieme ad altre associazioni tra cui Libera, Cobas, No Priv, Cittadini invisibili, per discutere e organizzare un comitato referendario per la raccolta firme. Abbozziamo un programma che ci vedrà impegnati dal 24-25 aprile per tre mesi.

Inizia la battaglia!!!

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