Pillola azzurra o pillola rossa?

dic
2010
02

scritto da on Attualità, Palermo, Riflessioni d'autore

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Le ultime vicende wikileaks hanno dimostrato che, di fronte alle vere dichiarazioni di poco diplomatici ma molto realisti uomini di potere, la realtà che ci piace non è quella che vediamo ma quella che ci piace vedere.

Il titolo di questo articolo vi riproporrà il dialogo tra Orfeo e Neo nel mitico film Matrix che vi invito a vedere. Orfeo infatti chiede a Neo se continuare a vivere nell'irreale ma fantastico oppure aprire la porta e uscire per vedere la vera e dura realtà abbandonando il finto "paese delle meraviglie". Pillola azzurra o pillola rossa appunto.Pillola azzurra o pillola rossa

Di fronte alle pubblicazioni dei documenti trafugati da Julian Assange e pubblicati sul proprio sito wikileaks hanno messo a dura prova governi di tutto il mondo. Governi che sostanzialmente sono guidati da gente che da la pacca sulle spalle ai colleghi di tutto il mondo ma poi subito dopo, nelle proprie 4 mura, lasciarsi andare a dichiarazioni del tutto opposte. Non mi lascio quindi sorprendere dal fatto che, alle dichiarazioni di una diplomatica americana tramite documenti ufficiali, si faccia seguito, dopo lo sputtanamento globale, ad una presa di posizione del tutto opposta.

Le dichiarazioni di Fini fuori onda, le intercettazioni di svariati politici tra cui Berlusconi, e dei faccendieri che ridevano al telefono un'ora dopo il terremoto in Abruzzo, sono purtroppo la nostra vera faccia. Il nostro vero io. Pirandello d'altra parte è stato precursore. Ognuno di noi porta una maschera. Noi siamo tutt'altro nel nostro privato e recitiamo nel pubblico...chi più chi meno naturalmente.

La dichiarazione di molti politici, ultimo tra questi dell'On. Granata di Futuro e libertà, non è nuova. Granata infatti di fronte alla domanda se avesse votato la legge elettorale, definita dal suo relatore Calderoli "una porcata", dichiara a "Le interviste barbariche" che non era presente in parlamento ma se lo fosse stato, in quanto facente parte della coalizione di governo, l'avrebbe votata anche se non gli piace per nulla. La politica in questo paese è compromesso, non è rappresentazione del proprio pensiero. Si è in una scatola (il partito, coalizione, ecc..) e quindi si vota tutto quello che il partito o coalizione prevede anche se ci fa vomitare.

Non mi sorprende quindi che molti abbiano scelto la pillola rossa e continuare a vivere  ciò che si vuole vedere rifiutando la vera e dura realtà che potrebbe metterci in difficoltà. Tutti i paesi di questo mondo quindi di fronte a questo scandalo hanno preferito rimangiarsi tutto nel nome della ragion di stato, chiudendo gli occhi e preferendo scegliere di continuare a vedere il "re nudo", il bambino (Julian Assange) stavolta è crocifisso. Colpevole di averci svegliato da un meraviglioso e profondo sonno.

Il quadro globale però non è chiuso in se stesso ma si inserisce  in una visione anche particolare della vita di tutti noi. Io posso fare l'esempio delle mie vicende personali.

Come ben sapete  lavoro all'Università di Palermo e nella mia ingenuità credo che quando ci sia qualcosa che non funziona lo si fa presente. L'edificio dove ha sede il mio Dipartimento (edificio 15 di Viale delle Scienze a Palermo) è costellato da una serie di problemi di natura tecnica e di sicurezza. Porte di emergenza rotte e non chiudibili, estintori mancanti, allarmi antincedio danneggiati. Alle mie continue segnalazioni si tentava di porvi rimedio, alcune volte con successo ma nella maggioranza dei casi i problemi rimangono irrisolti. Un giorno però in maniera molto pacata mi viene fatto arrivare un messaggio, semplice ma del tutto insindacabile.... "Non rompere le palle". L'attuale legislazione infatti, in maniera di sicurezza e messa a norma degli ambienti, è molto chiara. Se ci sono problemi o si risolvono o si chiude la struttura. Di fronte però all'impossibilità economica di farlo, meglio far finta di nulla e continuare a sorridere. Meglio quindi vedere ciò che si vuole vedere. Visto dall'esterno, dagli utenti dell'Università di Palermo, si ha la sensazione non proprio catastrofica. Certo ci sono i problemi ma nessuno immagina che di fatto le strutture sarebbero da chiudere così come la stragrande maggioranza delle scuole italiane.

Io scelgo la pillola azzurra e voi?

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