Da rivoluzione a omologazione.

ago
2018
28

scritto da on Politica, Riflessioni d'autore

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Omologazione

 

 

Una delusione. Profonda delusione. Non avrei mai pensato di dover abbandonare un movimento politico che mi ha così coinvolto e cambiato. Era fine 2005, mi trovai fresco di concorso a lavorare a Palermo, quando scoprii il Blog di Beppe Grillo. Le sue idee furono per me le parole giuste al momento giusto. Era un periodo in cui non avevo più fiducia nella politica, o meglio, nei politici. "Fuori i pregiudicati dal parlamento, no al finanziamento pubblico dei partiti, no a quello dell'editoria, no al professionismo nella politica......" furono un toccasana, il mio pensiero era diventato blog e pubblico. Un personaggio famoso, Beppe Grillo, lo aveva portato in auge e non ci pensai due volte a cavalcarlo. Mi iscrissi immediatamente e quasi subito iniziai a frequentare i meetup, prima in rete e successivamente nelle sedi fisiche. Conobbi tanti ragazzi come me che, delusi dalla sinistra, volevano portare un pò di etica, questa sconosciuta alla destra. Oggi non sembra ma allora tutti noi, poche migliaia in tutta Italia, venivamo per il 90% dalla sinistra che era stata incapace di moralizzare la politica italiana. La corruzione imperversava (non che ora ne siamo usciti) e i pregiudicati  in Parlamento erano circa 23. Organizzavamo molte iniziative politiche di contrasto alla politica corrotta ed eravamo, me lo ricordo benissimo, in imbarazzo nel farlo con esponenti della sinistra. Ci veniva molto più semplice con la destra berlusconiana che ci dava molte soddisfazioni in termini di punti deboli. I V-day ebbero molto successo. Raccogliemmo moltissime firme nelle iniziative referendarie. La gente vedeva in noi una speranza. Mi ricordo che per la raccolta di firme per un referendum di iniziativa popolare (300 mila in un giorno) la gente faceva le file sotto il sole coi bambini in braccio. Era incredibile. L'entusiasmo era alle stelle. Venne poi l'8 settembre 2009 a Rimini, il giorno della nascita del M5S. Il punto di svolta che mi lasciò un pò basito. Non ritenevo allora che fosse il momento giusto per diventare grandi e scendere in politica. Mancavano le figure che ci avrebbero rappresentato, il movimento non aveva quelle professionalità da mandare in parlamento. Ero inoltre scettico, come poteva un movimento da bastonatore della politica diventare esso stesso politica. Come potevano i meetup (attivismo puro) differenziarsi dal movimento politico. Grillo a Rimini fu chiaro: "Una cosa sono i meetup, un'altra il Movimento 5 Stelle". La storia invece non confermò la linea di Grillo. Fu tutto una commistione. "Raggiungeremo il 100%" disse Beppe. Il significato era chiaro. L'idea era di cambiare la politica dall'interno. Aprire la famosa scatoletta di tonno. Le elezioni, per la gioia di Fassino, furono un successo. Nel 2013 si iniziò con un 25%. Era il famoso boom. Subito però vennero fuori le lacune. L'inesperienza da una parte e la sfrenata voglia di restare attivisti ed estranei a quel mondo che tanto si era condannato. Questo fece emergere le difficoltà nel voler applicare un comportamento da bastonatori ad un mondo in cui loro stessi ne facevano parte. Fu l'inzio del declino. Via via col passare degli anni, i principi che avevo sempre sbandierato iniziarono a vacillare. Innanzitutto moltissimi che dello spirito grillino ne avevano ben poco salirono sul famoso carro. Da poche migliaia diventammo centinaia di migliaia. La poca affinità venne fuori al momento della restituzione di parte dello stipendio. Il primo scandalo. Poi vennero fuori le altre, come quelle di dover applicare la fermezza nelle indagini giudiziarie. La linea etica divenne così molto meno rigida. Oggi 2018 il punto di svolta. Il "mai alleanze con nessun partito" va in fumo e nasce il governo M5S-Lega (nord per l'indipendenza della Padania). Non solo, il carroccio è il primo partito condannato per frode (la questione dei rimborsi elettorali ricevuti indebitamente). L'alleanza con un partito condannato fa cadere un altro punto fermo. Ma questo è solo l'inizio. La politica dell'alleanza con la Lega (nord per l'indipendenza della Padania) porta ad una regressione dell'Italia sul piano dei diritti, primo fra tutti la lotta all'omofobia e il riconoscimento delle unioni civili. Prima con le dichiarazioni del Ministro per la Famiglia Fontana e poi con l'intervento di Salvini sulla carta di identità, via genitore 1 e 2 e dentro padre e madre. Poi tutte le dichiarazioni sui migranti che hanno provocato una escalation di reati a sfondo razziale. Questo è troppo. Un movimento rivoluzionario che via via si è sempre più omologato ingoiando rospi su rospi col risultato di portare l'Italia verso l'esclusione e non l'inclusione, verso la regressione dei diritti e non la loro estensione. Non riconoscendomi più in un movimento che tanto mi aveva conquistato, ho deciso di chiudere ogni rapporto. Mi sono così cancellato da tutti i siti ufficiali. Adesso sono anche io dalla parte dei critici, sono diventato il bastonatore della politica ma da "nemico" del M5S. E' stato, a mio parere un errore molto grave. Fare un governo con il partito più vecchio attualmente in parlamento. Proveniente dalla prima repubblica, condannato e profondamente di destra, ben lontano quindi dalle radici del M5S. Un partito che ha l'obiettivo di escludere e non includere. Non solo faccio riferimento alle politiche sociali. Il nome infatti presente nello statuto della lega è "Lega nord per l'indipendenza della padania". Il mio pensiero infatti è il seguente. Alla lega in realtà non interessa il Paese ma il nord. Salvini ha capito che coi "fucili" di Bossi non avrebbe mai ottenuto la secessione e nemmeno il tanto agognato federalismo. La lega arroccata nel nord non avrebbe mai ottenuto i numeri per raggiungere il vero obiettivo. Le riforme costituzionali, anticamera della secessione. Quindi via la parola "nord", via padania, poi quella "no euro". Di secessione non se ne parla più e l'antimeridionalismo viene messo da parte ma nello statuto resta tutto immutato. Il nemico infatti non è più il meridionale, serve un capro espiatorio a cui dare le colpe dello sfacelo italiano, gli stranieri, pochi ma molto cattivi. E mentre col rifacimento (esteriore) del look la lega ottiene consenso (l'italiano infatti ha la memoria da pesce rosso), il M5S lo perde. Così avremo la lega in ascesa, il M5S in declino e alle prossime elezioni la destra di Berlusconi e Meloni sarà ben contenta di avere un leader che rasenta il 40%. E se molti obiettivi del governo con i 5stelle non verranno raggiunti non importa, sarà stata colpa dei cattivi di Bruxelles o dei poteri forti che si saranno messi di traverso per impedire il "cambiamento". Così Salvini comunque ne uscirà vincitore e il terreno sarà pronto per il vero obiettivo....la secessione. Io lo so che andrà a finire così, io l'ho capito che si vuole emulare la Catalogna ma qui le cose andranno molto meglio. Non c'è un premier presidenzialista con una costituzione militaristica che impedirà la presa di Roma. Qui la strada sarà spianata.

 

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