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scritto da on Attualità, Palermo

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Sarà stato l'incontro con Oliviero Toscani a Salemi in occasione delle sue dimissioni da Assessore alla creatività della giunta Sgarbi a infondermi una vena artistica per la fotografia? Sarà Palermo che offre spunti sempre diversi e intriganti ogni giorno che passa? Sarà sia l'uno che l'altro? Fatto sta che da quando sono a Palermo esco quasi sempre con la mia fotocamera e i risultati li avete visti nel mio blog nei diversi articoli. Ma questo che vedrete li batte tutti. Nelle due foto che vedrete poco sotto si esprime al meglio la mia propensione alla rappresentazione del quotidiano, dell'ambiente che mi circonda, della città in cui vivo.

8 gennaio 2010, esco, come a volte capita, per lavoro. Mi avvio lungo la direttrice che collega il campus universitario palermitano alla sede dell'Università di Palermo. Il percorso mi porta ad attraversare il quartiere Ballarò, giungendo poi in Via Maqueda, tagliandola. Arrivo quindi, passando per la Via dei Calderai, in Via Roma quando proprio all'angolo mi vedo davanti una distesa di rifiuti che giacciono sul marciapiedi impedendo addirittura, non solo alle persone ma anche alle auto di parcheggiare tale è la quantità. I cassonetti sono vuoti! Il che sta a significare che sono stati svuotati ma la spazzatura a terra è stata ignorata. Ciò che salta all'occhio però è ben altro. La spazzatura infatti costeggia il viottolo che unisce Via dei Calderai a Via Roma, proprio davanti al negozio Benetton dove campeggia sulle enormi vetrate la frase classica "United Colors of Benetton". I colors della spazzatura fanno pendant con quelli del famoso negozio in franchising e una lampadina mi si accende immediatamente. Prendo la mia fotocamera e immortalo il tutto. Ecco a voi in tutta la sua maestosità il risultato artistico.

Non pago di tutto ciò ho voluto condividere queste mie opere con i miei amici e quale miglior modo se non facebook?

Ma non basta, mi sono chiesto. Questa foto rappresenta al meglio la filosofia della Benetton e per tale motivo mi sono iscritto su facebook al gruppo fan e le ho pubblicate anche lì. Ora sono visibili in tutta Italia.

Che ne dite, diventerò famoso? La Benetton sarà fiera di uno dei suoi fan più agguerriti?

Il 5 dicembre 2010 passando per lo stesso luogo noto un pò di amianto nello stesso posto, eccovi la foto realizzata col mio cellulare.

scritto da on Attualità, Palermo

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Sembra il bronx e invece quella che vi racconterò è "solo" Palermo. Il centro di Palermo.

Faccio, da quasi 5 anni, la stessa strada per andare al lavoro. Esco di casa, attraverso la Via Papireto, mi immetto in Via delle Cappuccinelle e sempre diritto attraversando Corso Amedeo mi reco in Via Imera,la percorro verso sinistra giù per la discesa, una larghissima strada che sembra di periferia ma è proprio sotto Piazza Indipendenza....la sede dell'ARS, il Parlamento siciliano coi suoi deputati più pagati  d'Europa. Una strada che funge da deposito di rottami. Frigoriferi, divani, carcasse di moto e addirittura auto. Le auto chiaramente vengono portate integre prima di diventare carcasse. Questa è proprio la cronaca di una di esse. Prima però lasciate che descriva meglio il paesaggio.

I cumuli di rottami molto spesso vengono adornati di normali rifiuti solidi urbani che la gente, invogliata da così contanto degrado, è portata a depositare nei cumuli già esistenti. Eh si, perchè a Palermo è come le ciliegie, una tira l'altra. Basta che solo una persona lasci un sacchetto di immondizia che tutti sono giustificati a metterci la loro. A Piazza Indipendenza infatti, di fronte al famoso Bar Santoro vi sono alcuni alberi.A fine settembre 2009 qualche pioniere lasciò il primo sacchetto alla base del tronco di uno di loro, non passò neppure una settimana che al sacchetto fecero compagnia molti altri. Si formò così un cumulo multicolore che avvolse l'albero. Venne la pioggia, il cumulo si ammorbidì, si adagiò e si sparse per alcuni metri dal tronco arboreo. Qualcuno impietosito la rimise a suo posto. Siamo ad oggi inizio 2010 e ancora il cumulo è lì. Ah l'auto direte voi, che centra? Beh centra eccome. La strada che vi ho descritto pocanzi è anche il luogo di deposito di auto, a mio parere, rubate. Vengono lasciate lì per un bel pò, poi vengono spogliate di quello che è possibile riciclare nel nercato nero e alla fine date alle fiamme. Ne rimane la carcassa color ruggine. In basso vi è un altro esempio di un auto incendiata sempre in Via Imera di questa estate 2009, ironia del caso vuole che sia stata lasciata sotto il segnale di Pericolo Generico.

Ma il palermitano come si sa è un ottimo riciclone e il vuoto della ferraglia viene subito utilizzato come cassonetto per la spazzatura. Appena pieno però deve essere svuotato, cosa c'è di meglio di una ripassata alle fiamme? Ecco questo è il ciclo naturale biologico delle auto senza padrone poco sotto Piazza Indipendenza. Se si è fortunati, l'Amia, l'azienda municipalizzata che si occupa dello spazzamento e la rimozione dei rifiuti dalle strade, una volta ogni due mesi invia una squadra di circa 10 operai e vari mezzi per ripulire. Una ruspa si occupa di togliere i rifiuti ingombranti mentre tutti gli altri 9, da buoni lavoratori, molto spesso stanno a guardare. Ma torniamo al protagonista di questo articolo. Un auto Citroen targata PA B52115, è quasi metà luglio 2009 e da più di un mese è parcheggiata in questa strada. Non è stata spostata di un millimetro. Insospettito chiamo il 112, comincio a spiegare nei dettagli ma mi dicono che la zona è di competenza della Polizia e non dei Carabinieri, mi passano così il 113. Spiego tutto, affermando chiaramente che di solito le macchine lasciate lì in quella zona vengono dopo un pò incendiate.  L'operatrice mi rassicura che faranno dei controlli. Chiudo la telefonata e mi rendo conto che non mi è stato chiesto come mi chiamo, i miei dati, nulla di nulla. Passano i mesi, arriva l'autunno, un giorno scopro che i primi atti vandalici hanno lasciato il segno. I due specchietti retrovisori vengono danneggiati e giacciono penzolanti dall'auto. Il tempo passa e l'automobile è sempre lì, nessuno la reclama, arriva così il 24 dicembre, per me è l'ultimo giorno di lavoro prima delle feste natalizie. Torno il 4 gennaio 2010 e con mia sorpresa la vedo come nella foto. Vi giuro che ne avevo scattato un'altra in estate prima dell'incendio, ma non la trovo più che diamine. Prima dell'incendio era  perfetta. Mi era sembrato che fosse anche non chiusa a chiave ma non ho tentato di aprirla purtroppo. Nella foto a destra si intravede un pò di spazzatura, un materasso, poco più in alto vi sono altre cosette.

Mi chiedo a questo punto se:

- la polizia ha fatto i suoi controlli?

- ammesso che la polizia ha fatto tutti gli accertamenti del caso e abbia scoperto che fosse rubata perchè è rimasta lì?

- se non è rubata, come mai il proprietario l'ha lasciata per così tanto tempo immobile?

A questo punto faccio il mio appello al proprietario e, qualora la riconoscesse, lo prego di farsi vivo perchè st'auto cerca disperatamente il suo padrone.

Visto che la storia di quest'auto non è la prima e non sarà neanche l'ultima....arrivederci alla prossima!!!

scritto da on Politica, Riflessioni d'autore

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Premesso che ogni uso della violenza è condannato e condannabile. Premesso che, devo ammetterlo,  in Tartaglia per almeno una giornata mi ci sono visto anche io. Premesso che, purtroppo, un colpo subìto ha trasformato un diavolo in santo e non era questo l'obiettivo.

Una volta premesso tutto ciò devo dire che nel giorno successivo all'attacco al premier, dopo le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza attuale, mi sono per un millisecondo sentito far parte di un gruppo terroristico. Poi per fortuna la razionalità ha avuto il sopravvento e mi sono passate in mente tutte le dichiarazioni di alcuni esponenti politici del "partito dell'amore". Non di quello vero, vedasi link dell'immagine qui a lato, ma del PDL. Mi sono ricordato dei pregiudicati (e blindati)  in parlamento italiano (vedasi elenco sotto aggiornato a luglio 2009 e notasi la percentuale dell'attuale maggioranza) che al parlamento europeo.Ma la ciliegina sulla torta sono le dichiarazioni di questi messia dell'amore. Vediamole.

La Russa: "Possono morire. Il crocifisso resterà in tutte le aule!!!"

Bossi: "Queste elezioni potrebbero finire con la necessità di imbracciare i fucili e andare a prendere la canaglia romana"

Berlusconi: "Non possono esserci così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse"

Brunetta: "Che vadano a morire ammazzati"

Senza contare poi altri uomini della lega, i Borghezio, Gentilini e via dicendo che dell'odio verso il diverso ci fanno la campagna elettorale.

Per concludere non posso non citare il signor "puzzo di mafia" Dell'Utri, alle insistenti domande di un giornalista freelance (Piero Ricca) che gli ricordava il fatto che avesse avuto conoscenze come Mangano, Cinà ed altri noti boss mafiosi palermitani, lo stizzito senatore rispondeva: "Meglio conoscere queste persone che gente come lei!".

Ecco, questo è amore?


I 18 CONDANNATI DEFINITIVI IN PARLAMENTO (Aggiornato a Maggio 2008)

  1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento.
  2. Bonsignore Vito (Udc - Parlamento Europeo): corruzione.
  3. Borghezio Mario (Lega Nord - Parlamento Europeo): incendio aggravato.
  4. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere.
  5. Camber Giulio PDL)
  6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta.
  7. Carra Enzo (PD): falsa testimonianza.
  8. Ciarrapico Giuseppe (PDL)
  9. De Angelis Marcello (AN): banda armata e associazione sovversiva.
  10. Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale.
  11. Farina Renato (FI)
  12. La Malfa Giorgio(FI-PRI): finanziamento illecito.
  13. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale.
  14. Nania Domenico (AN): lesioni volontarie personali.
  15. Papania Antonio (PD)
  16. Naro Giuseppe (UDC)
  17. Sciascia Salvatore (FI)
  18. Tomassini Antonio (FI) - falso in atto pubblico.

scritto da on Politica, Riflessioni d'autore

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Il grande giorno è arrivato, il giorno della contestazione verso un solo uomo...ehm mezzo uomo scusate.  Il NOBDAY alias No Berlusconi Day partito per scherzo in rete, su facebook, alla fine si è fatto ed è stato un successone. Il 5 dicembre verrà ricordato non solo come il giorno della contestazione di Berlusconi ma anche della sua filosofia di vita che ha pervaso il nostro Paese. Gente da tutta Italia, comprese le isole (me medesimo PRESENTE!), circa 700 bus, una nave dalla Sardegna e altri mezzi di fortuna, al ritorno alcuni addirittura chiedevano un passaggio mostrando il pollice verso l'altro!!! E non è finità qui! In tutte le più grandi città del mondo di tutti i continenti...New York, Londra, Zurigo ecc ecc..
Ma andiamo con ordine. Mancavano circa 10 giorni quando noi grillini ci siamo dati una mossa e abbiamo organizzato un paio di autobus ( un particolare ringraziamento va a Antonio alias Pampero sul Meetup degli amici di Beppe Grillo di Palermo3), in rete intanto i vari gruppi NOBDAY, che spuntavano come funghi da tutta Italia, pubblicavano i contatti da chiamare per prenotare un posto su altri autobus. Una interminabile serie di telefoni sbucavano ogni giorno man mano ci avvicinavamo alla fatidica data. Il viola, scelto dal comitato NOBDAY pervadeva ogni cosa, filmati, immagini e loghi su facebook, volti diventavano violacei ogni giorno che passava.  Il fermento si sentiva, le condivisioni diventavano sempre più ricorrenti, gli spot per la manifestazione passavano da account ad account. Il programma della giornata prendeva corpo, le adesioni aumentavano sempre più. Partiti politici, organizzazioni, associazioni, cantanti, e molta molta gente comune.
La conferenza stampa ha sciolto ogni dubbio e ogni diceria. Intanto mister B tace , i suoi servi snobbano la manifestazione quasi a presagire un flop o comunque la solita manifestazione che non rappresenta la nazione.  Cosa ci si aspetterebbe? Quante persone dovrebbero venire affinchè possa essere considerata un successo da parte loro ...mi chiedo? Lo dicano prima così sapremo anche le regole per quando saranno loro a manifestare.
Arriva venerdì 4 dicembre, finisco il mio lavoro quotidiano e mi preparo per la partenza. Indosso la mia divisa. Maglietta viola, pantaloni viola e soprattutto decido di andare nel primo negozio che mi capita per acquistare del tessuto per fare un bello striscione...viola naturalmente. Chiamo i miei amici di battaglia e mi confido sul metraggio e su come poi gestirlo. Alla fine bastano 6 metri di lunghezza per 1,4 di altezza. Del nastro adesivo bianco (usabile per scrivere le frasi), spillatrice, forbici e altro che potrebbe servire.  Non immagino neppure il successo che questa mia scelta avrebbe poi avuto il giorno dopo a Roma.
Prendo l'auto e vado all'appuntamento per la partenza, Piazzale Giotto a Palermo, ore 22:00. Arrivo prima, il tempo non è dei migliori, piove. Speriamo che Roma sia messa meglio. I ragazzi cominciano ad arrivare, poi gli autobus. Le quote le abbiamo pagate diversi giorni prima a chi si è impegnato di organizzare il tutto, 10 euro a persona. Abbiamo riempito due autobus, considerando anche un pò di gente da prendere a Messina.
Saliamo e si parte. L'ansia è grande, si spera in una bella giornata da tutti i punti di vista, che ci sia molta gente e che sia arrabbiata al punto giusto affinchè il messaggio arrivi a destinazione nei modi che noi tutti sappiamo. Nel tragitto, si chiacchiera, si parla del più e del meno, ma soprattutto delle aspettative del giorno dopo, della politica, di come dovrebbe essere, più sana, più pulita, non importano le idelogie, tutti siamo daccordo sull'onestà di chi deve farla. Tra un pò di musica, una bevuta e una fermata nei vari autogrill per la pausa bagno e qualche spuntino, si fanno i chilometri, abbiamo accumulato un pò di ore di ritardo che ci costeranno un cambiamento di programma. L'arrivo infatti sarebbe dovuto essere all'Eur ma, a causa del tutto esaurito di autobus arrivati da tutte le parti d'Italia, dobbiamo anticipare l'arrivo ad Anagnina. Arrivati finalmente alle ore 12 e 45 circa con ben quasi 4 ore di ritardo. Scendiamo ed è un via vai di persone, un vocio di dialetti ma accomunati da un unico colore: il viola che ci rende un pò fratelli almeno per un giorno. Ci guardiamo e ci abbracciamo un pò con gli sguardi. Recandoci verso la metropolitana di Anagnina ci si organizza con gli striscioni, machere, sciarpe e gadget vari da usare nella manifestazione che sarà alle ore 14:00. Il tempo quindi di fare uno spuntino e recarci al punto di partenza. Piazza della Repubblica. Prima però la cosa più importante, la scelta delle frasi da scrivere sullo striscione. Dispieghiamo il tessuto viola sul marciapiedi della stazione Termini, la gente ci osserva incuriosita, qualche poliziotto ci tiene d'occhio. Alla fine si decide. NO B DAY PALERMO BERLUSCONI FATTI PROCESSARE. Io ero favorevole insieme a Pampero di scrivere BERLUSCONI SUCA dopo NoBDay Palermo ma in democrazia vince la maggioranza e così è stato. La gente intanto a lavoro ultimato ci da il suo sostegno e solidarietà per il fatto che siamo venuti da Palermo, ma non sarà l'unico come sperimenterò durante la manifestazione.
Arrivati a Piazza della Repubblica, una folla enorme, uno sventolar di bandiere e gridar di slogan, bambini, anziani, cani e cartelloni di ogni tipo. Da "Berlusconi sei stato nominato", "Fatelo lavorare (Berlusconi disegnato da galeotto e palla al piede con il piccone in mano)", reggiseni viola a mò di stendardi, ma tante maschere di Silvio a sbeffeggiarlo. Slogan di ogni tipo, anche più crudi e duri ma molti sarcastici e graffianti. Ci sono purtroppo molte bandiere di partito, da Rifondazione comunista, IDV, Verdi, PD ecc ecc, Purtroppo perchè sarebbe dovuto essere il giorno del colore viola, non delle bandiere di partito che tra l'altro hanno fatto di tutto per non contrastare Berlusconi e per tale motivo sono anche stati puniti dal voto (vedi Rifondazione che ha invaso la piazza regalando bandiere e suonando canzoni popolari classiche di sinistra che non cito per pudore).
Ci incamminiamo perso Piazza San Giovanni. Durante il percorso è l'apoteosi. Dispieghiamo il nostro striscione e arrivano immediatamente gli incoraggiamenti, gli applausi e la solidarietà della gente di Roma che sorpresa dal fatto che giungevamo da Palermo ci sorride e ci dice "Grazie", ci applaude. Tutti a fotografare il nostro striscione e a mettersi in posa davanti per testimoniare "ci siamo noi davanti alla gente di Palermo". Per accontentare tutti dobbiamo rallentare e fermarci, le richieste di foto sono tantissime, centinaia, chi ci riprende, chi ci intervista, Sky ci intervista e il suo servizio ci vedrà protagonisti. Il nostro alla fine sarà uno dei pochi striscioni viola più lunghi. Il successo è inaspettato, non ci crediamo neppure noi che dall'euforia dimentichiamo un pò la nostra modestia e ci sentiamo un pò star per un giorno. Al centro dell'attenzione. I palermitani di Roma ci esprimono la loro vicinanza, gli amici di Messina vogliono onorarsi di essere accanto a noi e così pretendono di affiancare il loro striscione al nostro. L'unione fa la forza e gli slogan fioccano. Siamo carichi, un fiume di gente che lentamente inonda di viola le strade di Roma. Via Merulana è in piena, trabocca gente da ogni dove, dai balconi sventolano fazzoletti viola. Un tripudio. La commozione è tanta. Nessun incidente, una festa. Arriviamo a Piazza San Giovanni ed è gremita, non c'è lo spazio per tenere in alto lo striscione, occuperemmo la visuale e così pressati tra la folla seguiamo le testimonianze. Da Borsellino a Dario Fo e Franca Rame, da Fiorella Mannoia a Roberto Vecchioni e poi ancora gente comune che si batte per diverse cosè ma unita da un unico obiettivo, Berlusconi e il suo modo fi fare politica...il Berlusconismo.  le vicende Eutelia, il comitato NOPONTE, i ricercatori delle nostre università...via via fino a tarda sera. Unico neo a mio parere tra i personaggi che dovevano calcare il palcoscenico è stata l'assenza di un persnaggio nato nella rete, frutto della rete, che rappresenta più di ogni altro il cittadino qualunque che contesta Berlusconi, il suo nome è Tony Troja. I numeri parlano chiaro: 6500 contatti in pochi mesi e da solo, attraverso le sue canzoni satiriche contro questa classe politica ma soprattutto contro di lui, Silvio. Le sue canzoni, in particolare Vaffansilvio, doveva essere l'inno di questa giornata ma così purtroppo non è stato. Il comitato del NOBDAY ha così deciso..."Tony o canti soltanto o non se ne fa nulla", così mi ha confidato Tony Troja in chat. "Hanno paura che parli male del PD" mi riferisce e così messo davanti a questo aut aut lui ha deciso di dare forfait e di disertare il palco. La sua dignità ha avuto la meglio e ha preferito restare a casa. E' stata una sconfitta per gli organizzatori a mio modesto parere.  A parte questa ombra che mette in chiaroscuro la manifestazione tutto è stato comunque bellissimo. Per noi però è giunta l'ora di andare, ormai è buio e alle 21:00 dobbiamo essere pronti per la partenza. Un ultimo giro tra gli stand, un boccone e via verso casa. La soddisfazione è grande, la stanchezza pure. Siamo consapevoli però che ne è valsa la pena, ci siamo sentiti parte del coro. Abbiamo la certezza di aver dato una bella spallata. Si attendono adesso le critiche e i servizi in tv. Anche se siamo coscienti che il solito balletto delle cifre non ci darà la soddisfazione che ci aspettiamo, siamo convinti che il popolo della rete c'è e che sarà presente per tutta la presenza di questo uomo...ehm riscusate mezzo uomo... nel panorama politico italiano.
A bordo quindi, in metro, bus e via verso casa. Mestamente  ma per la stanchezza e non altro. Il ritorno sarà un pò silenzioso. Si dorme, scusate ma ce lo meritiamo!!!

scritto da on Ambiente, Informazione, Palermo

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Sono le ore 8:00 di domenica 8 novembre 2009. Non sto nella pelle, è la giornata del primo punto informativo degli amici di beppegrillo del meetup palermo3. Tratterà della questione rifiuti con riferimento a quello che  sta succedendo a Palermo. Mancano ancora 3 ore ma tra il dire e il fare il tempo passa. Faccio colazione mi do una sistemata ed esco.rifiutiamiamoci

L'appuntamento è alle 11:00 ma arrivo prima, nell'attesa rifletto sulla giornata e visito un pò il centro di Palermo. Finalmente si vede qualcuno, arriva il materiale e iniziamo a mettere le tende. Prepariamo il gazebo, attacchiamo manifesti, sistemiamo sedie e tavli, disponiamo dvd, magliette e gadget vari, oltre naturalmente il nostro pane....il materiale informativo.

Nemmeno il tempo di montare il tutto che già si inizia a distribuire e spiegare chi siamo e cosa ci proponiamo di fare. Informiamo sulla questione rifiuti. La gente collabora, ci ascolta pazientemente e si ferma volentieri al nostro banchetto, ci lascia pure qualche soldo e compra qualche gadget. Rispondiamo cortesemente alle domande posteci. Qualcuno non sa che dalla combustione dei rifiuti negli inceneritori rimane qualcosa...eppure è normale! Quante cose si imparano! L'afflusso comincia a calare quando arriva l'ora di pranzo. Ne approfittiamo anche noi e a turno andiamo a rifocillarci. Il pomeriggio è lungo e all'imbrunire, come da programma, ci saranno proiezioni di vari filmati, tra cui il film documentario, Una montagna di balle.

Qui entro in gioco io. Il proiettore è pronto ma c'è qualche problema con la connessione al computer e la visualizzazione dei filmati. Mi offro volontario. Vado a casa e porto il mio mac, cavo di connessione al seguito e il problema viene risolto. Adesso alla regia ci sono io. Intanto le tenebre iniziano a calare e tra un volantinaggio e una spiegazione siamo arrivati al dunque. Iniziamo, per scaldare la serata, a proiettare un pò di video. I più fruttuosi sono quelli dove c'è il sindaco Cammarata. In effetti interessa maggiormente alla gente che si accalca. Eccoli. Cammarata reloaded e Palermo cool.

Alle 17:00 è arrivato il momento del film-documentario ma appena iniziamo il generatore fa le bizze, o meglio resta a secco. E' finito il carburante. I primi volontari si offrono per andare a comprarne un pò di bottiglie, tornano, ricaricano ma una nuvola di fumo crea il panico. Che succede? Semplice, Il generatore a benzina è stato caricato a diesel. Mentre partono le operazioni di pulizia e svuotamente del diesel, io e un altro ragazzo partiamo stavolta alla ricerca di benzina. Quando torniamo con alcune bottiglie il lavoro di svuotamento e pulizia del generatore non è ancora finito. Si corre per non annoiare la folla. Il film entro le 19 deve iniziare. Per fortuna prima delle 19:00 si parte e si ha un bel successo, seppur lungo (1,5 ore circa)  un bel pò di gente permane.

Alla fine del film continuiamo le attività di informazione e di proiezine di vari filmati tra cui le repliche che hanno avuto più successo. Divertiamo la folla anche con un quasi palermitano che ho scoperto in rete, Tony Troja. I suoi video sono davvero bellissimi e alla fine di uno di questi, Vaffansilvio, scatta pure l'applauso. Tony troja il giorno dopo, contattato su facebook, non vuole crederci!

Alla fine della giornata mi offro volontario per spiegare alle persone, chi siamo, cosa abbiamo fatto, il film che hanno visto. Così prendo il microfono e dopo aver spiegato tutto ciò do l'appuntamento ai prossimi banchetti informativi con cadenza mensile.

Si smonta tutto, facciamo il punto della situazione tra cui il ricavato in denaro della giornata. Una bella sommetta che ci fa rientrare delle spese che abbiamo sostenuto. Per festeggiare ce ne andiamo a cenare insieme. Che dire una bella giornata. Grazie alle persone che ci hanno sostenuto e che magari ne sanno un pò di più. Il nostro obiettivo era poi solo quello, portare l'informazione in piazza. Dopo tante insistenze da parte mia nelle numerose riunioni del meetup, finalmente siamo riusciti a realizzare il tutto.

Ah dimenticavo....ecco il filmato realizzato da Giulia alias Amelia degli Amici di Beppe Grillo del Meetup Palermo 3  di cui faccio parte. Occhio che ci sono pure io.

scritto da on Attualità, Palermo, Riflessioni d'autore

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La aspettavo da molto tempo questa occasione, sì... da socio UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) incontrare uno dei miei Presidenti è stato un onore soprattutto se è del calibro di Margherità Hack, una delle scienziate più famose e conosciute al mondo. L'Astronoma e non astrologa come disse il nostro presidente del consiglio.
Così sono andato alla Feltrinelli di Via Cavour ad incontrarla in occasione della presentazione di un libro di cui ha scritto la prefazione. Edito La Zisa. Cito l'editore in quanto più avanti avrà la sua importanza.
Entro un pò in ritardo e non riesco a vedere nulla, un nugolo di gente mi oscura la visuale, sento soltanto parlare la Hack. Alla fine il ringraziamento dell'editore della casa editrice che oltre a ringraziare l'autore e la Hack mostra un pò i muscoli dichiarando che la sua casa editrice aderisce al progetto Pizzofree di AddioPizzo, che non ha intenzione di pagare neppure un euro alla criminalità. Questa dichiarazione entusiasma la gente che applaude e che spinge una signora del pubblico a chiedere alla moderatrice dell'evento (personale della Feltrinelli) se la Ricordi Mediastore ha aderito a Pizzofree. La risposta è quanto mai lapidaria, neppure finisce di pronunciare la domanda che un bel SI perentorio viene dichiarato e immediatamente si cambia discorso. Questa repentina quanto mai deviazione dall'argomento legalità mi crea qualche sospetto. Mi ricordo così di avere in tasca il mio opuscoletto con l'elenco delle attività commerciali aderenti a Pizzofree, lo prendo, dò un'occhiatina e vedo La Zisa, sfoglio ancora, chiudo e poi riapro ma la Feltrinelli, Ricordi Mediastore non la trovo. Ricomincio d'accapo, forse sarà sotto un'altra voce, magari negozi musicali, o altro. Niente.
Mi chiedo magari che non sarà aggiornato, il mio opuscoletto infatti risale a Maggio 2009, siamo a novembre magari è successo qualcosa negli ultimi mesi.
Mi prude la domanda ma non approfitto della possibilità del microfono. Sbaglio? In quel momento mi pare fuori luogo e così aspetto la fine.
Concluso l'evento, fattomi la foto di rito con la prof.ssa Hack, mi congratulo con l'editore de La Zisa per la coraggiosa scelta di non pagare il pizzo e spiego a lui che nonostante le dichiarazioni della sig.ra della Feltrinelli non mi torna qualcosa. Lui mi indica di andarlo a chiedere..."è proprio lì vicino alla cassa" mi dice. Mi reco e con molto garbo chiedo se veramente la Ricordi ha aderito visto che nell'opuscolo di maggio non risulta. Lei un pò stizzita mi chiede: "Lei chi è, si qualifichi". Io rispondo che sono un semplice cittadino che vorrebbe sapere di più sulla sua dichiarazione. Lei mi risponde che è stata fatta la richiesta e che il mio opuscolo non è aggiornato. "Abbiamo fatto richiesta dopo maggio" mi dice. Chiedo quando è stata fatta richiesta ma lei si rifiuta e che a suo dire non avrei il diritto di saperlo. Intanto i toni si alzano e la gente, numerosissima, rimane attonità dalla nostra accesa discussione. Io sventolo il libricino di Addiopizzo mentre lei si rifiuta di darmi spiegazioni. Forse non sa darle e non vuole dire cose sbagliate e così la saluto con la promessa di chiamare Addiopizzo e venirla a trovare.
Esco fuori, faccio la mia telefonata e Addiopizzo in effetti mi risponde che la Feltrinelli aveva fatto sì la richiesta ma a cui non è seguita una risposta definitiva in quanto la procedura di accettazione è lunga e deve seguire un iter particolare prima che sia inserita tra le attività commerciali virtuose. La signorina di Addiopizzo al telefono mi invita a controllare l'elenco sul sito internet ufficiale in quanto è sicuramente aggiornato. Io in quel momento mi sento un pò colpevole di aver pensato male così rientro, cerco la signora "Feltrinelli" di cui non so il nome e mi scuso per la mia intromissione, per aver dubitato male. Lei un pò arrabbiata, anche per la presenza della Hack, neppure mi da molto conto e così tutto finisce lì.
Me ne vado e nel percorso verso casa riflettendoci un pò su mi chiedo: "Ma perchè mi sono scusato?"
La conferma arriva non appena ho la sentenza definitiva. Consulto infatti il sito di Addiopizzo e la Feltrinelli non risulta ancora. Quindi attualmente non è una attività Pizzofree. Sì proprio così, la Feltrinelli ha abusato di una virtù non ancora certificata. Finchè non ci sarà una risposta di Addiopizzo la Ricordi Mediastore non è in Pizzofree e pertanto non può considerarsi aderente all'iniziativa degna di lode. La mia opinione corrispondeva a realtà. Perchè mi sono scusato?
Scrivo di getto una email ad Addiopizzo raccontando l'accaduto e attendo una risposta. la pubblicherò qui appena possibile.

scritto da on Palermo

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Alla luce della vicenda dell'impiegato assenteista presso la Gesip a Palermo e degli ulteriori sviluppi, scoperta da Stefania Petyx a Striscia la Notizia, ho pensato di mettere i puntini sulle i. Questo che sosterrò vale per un Paese che sogno. Un Paese normale dove i mafiosi vanno in cella, dove i politici fanno politica e non doppi lavori, dove l'informazione informa e i giornalisti non sono cacciati o puniti solo perchè dicono quello che pensano, ecc ecc...

In un Paese normale un cittadino non si rivolgerebbe a Stefania Petyx, in un paese normale non ci sarebbero neppure queste persone che sputano su un posto di lavoro nonostante in Italia la disoccupazione sia ai massimi storici.

In un Paese normale il cittadino andrebbe dalla Dirigenza di quella azienda a segnalare il "problema" o al massimo dalle Forze dell'ordine. Siccome non siamo un paese normale,  non ci si fida della Dirigenza dell'ente in oggetto e non ci si fida delle forze dell'ordine, allora si spiffera in tv. Scommetto che se la segnalazione fosse arrivata alla Polizia si sarebbe insabbiato tutto (questo si che è normale).

In un Paese normale ci sarebbe stata una Dirigenza normale e l'impiegato non avrebbe potuto assentarsi senza che nessuno se ne accorgesse, ammettendo che la dirigenza sia in buona fede ma ne dubito.

In un Paese normale un Sindaco si sarebbe informato sulle persone da assumere, per capire a chi consegna i propri beni da gestire, ma soprattutto avrebbe assunto regolarmente pagando i contributi. Questo vale anche per un grande imprenditore di cui censuro il nome visto che siamo in un Paese anormale.
In un Paese normale la gente sarebbe scesa in piazza per protestare, soprattutto la gente senza lavoro, gente che ha voglia di lavorare ma non può perchè vede che altre persone indegne, chiamate direttamente e non per concorso, occupano abusivamente un posto di lavoro che non meriterebbero e che calpestano per andare a fare il "marinaio", non per gestire la propria barca ma quella del Sindaco.  Qualcun altro aveva il "fattore" mafioso, qui abbiamo un "marinaio" che affittava la barca in nero all'insaputa del suo "capitano" a quanto pare.

In un Paese normale, ad es. Inghilterra, un politico di professione si dimetterebbe per molto meno, ad es.  per aver pagato una propria fattura con soldi dello stato. Evidentemente non lo siamo...normali.

Facciamoci una ragione, dovremo aspettarci ancora qualcosa di più, quello che stiamo vivendo in questi anni è solo l'inizio. D'altra parte non siamo in un Paese normale e quindi è ....normale.

scritto da on Palermo

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19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza.

Quasi ovunque il mondo politico ha registrato questi cambiamenti, improntando le legislazioni nazionali a norme sempre meno dipendenti dall’etica religiosa prevalente (ancora per quanto?), e valorizzando per contro l’autodeterminazione dei singoli individui. Persino in una “nazione cristiana” quale sono ritenuti gli Stati Uniti, un americano su sette non appartiene ad alcuna religione: non è un caso che, nel suo discorso di insediamento, Barack Obama abbia esplicitamente riconosciuto il ruolo dei non credenti.

Un solo paese occidentale sembra fare eccezione, nonostante la religiosità sia in calo anche lì. È il paese con la classe politica meno apprezzata, con i livelli più bassi di libertà di espressione: un paese che tanti, in patria e all’estero, ritengono in declino. Quel paese è il nostro, quel paese è l’Italia. Un paese dove i non credenti sono i paria della società, relegati dalla legge (e dal condizionamento sociale) a cittadini di quinta categoria: l’incredulità viene buona ultima, quanto a diritti, dopo la Chiesa cattolica, le confessioni sottoscrittrici di Intesa, i culti ammessi e le confessioni non registrate. Un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste. Un paese dove, in televisione, è impossibile ascoltare una critica alle gerarchie ecclesiastiche.

Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: anche in Italia, un cittadino su sette non crede. Ma nessuno lo ascolta. Certo, il servilismo del mondo politico e dei mass media italiani non teme, come si è detto, confronti con altri paesi. Ma anche gli increduli hanno le loro responsabilità. Se vogliono non essere discriminati sui luoghi di lavoro; se desiderano che i loro figli, a scuola, non siano confinati in un ghetto; se non accettano che ingenti somme delle (scarse) finanze pubbliche finanzino organizzazioni confessionali; se, in poche parole, pensano che l’Italia debba realmente essere uno Stato laico e democratico, che tratta tutti i cittadini allo stesso modo, è necessario far sentire la propria voce. Finora non è mai accaduto: mai atei e agnostici hanno manifestato per i loro diritti civili.

Atei e agnostici non credono nei miracoli: sanno benissimo che, per ottenere dei cambiamenti, è necessario darsi da fare. È dunque venuto il tempo, anche per i non credenti, di mobilitarsi. Per questo motivo l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che unisce gli atei e gli agnostici, indice per sabato 19 settembre, alle ore 15, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma

LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

La data scelta non è casuale. I diritti dei non credenti possono essere riconosciuti solo laddove non c’è alcuna religione di Stato, di fatto e/o di diritto. Il 20 settembre 1870 non venne meno solo una religione di Stato; fu abbattuto un regime teocratico all’interno del quale era impossibile dichiararsi pubblicamente atei o agnostici. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero
Stato. Quel progetto, faticosamente avviato, fu poi bloccato dal ventennio fascista, dal cinquantennio democristiano e da un quindicennio di confessionalismo bipartisan.

Ora i tempi sono cambiati. Non intendiamo rievocare con nostalgia l’epopea risorgimentale: vogliamo invece impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea.

Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti

Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato

Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose

Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose

In particolare, chiediamo:
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario
Riconoscimento delle unioni civili
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)
Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004
Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici
Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita
Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica
Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme...)
Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.

scritto da on Palermo

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16 settembre 2009, la prima vera pioggia saluta il nuovo anno accademico all'Università di Palermo in Viale delle Scienze e causando non pochi problemi alla città intera.

Ma facciamo un passo indietro. A novembre 2008 viene eletto il nuovo Rettore, Roberto Lagalla, si fanno i conti e si scopre improvvisamente, e con sorpresa, che quelli fatti durante il precedente rettorato di Giuseppe Silvestri non sono così "sani" e che l'Università di Palermo non è tra le più "virtuose". Si scopre un buco che varia, a seconda delle voci, dai 30 ai 120 milioni di euro. Nel frattempo scade a fine febbraio il mandato del Direttore Amministrativo Mario Giannone, gli subentra Vincenzo Petrigni. Il tempo di capire la situazione che, appena poco più di due mesi, rassegna le sue dimissioni (problemi personali dirà lui ma voci insinuano l'impossibilità di un accordo con le parti sindacali del personale). Gli succede Gabriele Cappelletti a giugno, dura qualche settimana e anche lui getta la spugna ma in seguito alle insistenze del Rettore torna al suo posto ritirandole.

Dopo varie attività amministrative, a dire il vero incoraggianti come il suo predecessore Petrigni, si vedono i primi risultati, ma a fine agosto Cappelletti, per problemi ancora una volta familiari (afferma lui), lascia definitivamente. La situazione intanto del buco, in parte risanato e fatti i conti per bene, è di 19 milioni di euro. Da Petrigni a Cappelletti intanto partiva una attività di taglia e spremi che portava al risparmio fino all'ultima goccia, trattenendo anche molti dei finanziamenti destinati alla ricerca e trattenendoli in bilancio per tamponare le falle. Si grida allo scandalo ma si procede comunque. Nelle strutture si blocca ogni "spreco", se così si può chiamare, niente più acquisti di libri, niente più acquisti inopportuni, attività culturali limitate al necessario e molti degli ospiti di eventi culturali devono pagarsi anche alcune spese. Le strutture sono alla frutta, non hanno fondi per sostenere le normali spese di funzionamento. Gli edifici hanno parecchi problemi ma è estate e tutto procede nonostante tutto, a parte un episodio che ha molto di paradossale, presso l'edificio 15 dove lavoro, dove ha sede la mia struttura e la Facoltà di Scienze della Formazione.
Una ditta provvede a effettuare un intervento per una possibile crepa in cima all'edificio, fa dei test ed applica del materiale. Tutto qua, faccio delle foto. E' la prima avvisaglia del peggio. Siamo quindi arrivati ad oggi, la prima vera pioggia che oltre a bloccare mezza città porta alla luce le falle dell'edificio 15 in balia delle intemperie. Sono le ore 11:00 del mattino e mentre fuori diluvia, all'8° piano sento un colare liquido, a mò di rubinetto aperto, vado a controllare e vedo che alcuni pannelli del controsoffitto sono venuti giù a causa dell'acqua che proviene dal terrazzo dell'edificio. Scopro che ci sono stati diversi problemi, uno dei quali in Biblioteca Centrale di Scienze della Formazione, al piano -1, parte del controsoffitto ha ceduto per l'acqua infiltratasi chissà da dove, piove sui libri, per non parlare poi del cattivo odore dovuto alle condutture del perenne problema del sistema fognario (mai risolto). In seguito alla mia e altre segnalazioni si presenta il giorno dopo, per l'ennesima volta,  un dipendente dell'Ufficio Tecnico che, sorridendo, effettua il sopralluogo presso la mia struttura, immagino già la sua risposta ma comunque effettuo le mie domande. "Alcune cose si possono sistemare ma per quanto riguarda la perdita dal soffitto non è possibile, il terrazzo è una groviera e non ci sono soldi, non ce la facciamo a sistemare gli edifici di Viale delle Scienze".

Ma nella stessa giornata, per fare una battuta, piove sul bagnato. Scopro che molti dei contratti tra la Facoltà di Scienze della formazione e molti aspiranti docenti saranno a titolo gratuito, mandando nello sconforto molti di questi ultimi che ambivano ad una buona paga. Non ci sono i soldi per pagare le docenze esterne, forse molte discipline non saranno garantite nonostante ci sia il boom delle iscrizioni nell'Ateneo palermitano e a poche centinaia di metri si effettuano le selezioni degli aspiranti studenti (ignari di tutto) per l'accesso ai corsi di laurea. Docenze a titolo gratuito, solo per la gloria, magari a fine anno accademico verranno anche medagliati al suono dell'inno nazionale col tricolore della facoltà, rispolverato da una lunga vacanza nei bagni del 6° piano, tra lo scopettone e la ferraglia di materiale in attesa di essere smaltita. Che tristezza, proprio nella giornata della strage di militari italiani a Kabul, in Afghanistan.

Cosa ne sarà dell'Università di Palermo?

scritto da on Riflessioni d'autore

1 commento

Mi sono imbattuto per caso su facebook su un sito, ho scoperto essere quello del giornalista freelance (ex di report)  Paolo Barnard. Mi ha colpito la sua durezza verso la società, verso i movimenti che cercano di cambiarla, una durezza alla fine verso l'individuo che secondo lui deve essere protagonista di se stesso senza adulare o seguire l'altrui pensiero.  Così ho letto qualche suo articolo, e da grillino non ho potuto che soffermarmi su quello in cui attacca appunto il comico genovese, Travaglio e altri.

Ho scritto così di getto una mail e l'ho spedita, c'è qualche errore ma mi è venuta così, come un dipinto sotto ispirazione, e la cito pari pari così come l'ho spedita, errori compresi.

"Innanzitutto colgo l'occasione per ringraziarla dei servizi e delle informazioni che ci ha dato attraverso Report. Voi siete i nostri occhi, i giornalisti come lei sono il nostro mezzo per vedere meglio ciò che ci circonda. A volte sa non tutti hanno la sensibilità oculare di scorgere i particolari più piccoli e apparentemente nascosti. Noi umili cittadini abbiamo bisogno di GURU del giornalismo come voi, che ci aprano meglio gli occhi e ci raccontino i fatti.
Ho letto il suo articolo nel suo sito,
L'informazione & la deriva dei 'nuovi paladini dell'antisistema', che a differenza della orizzontalità che lei promuove, è l'espressione più verticale che ci sia. Come i classici media (giornali, libri, televisione) non permette di partecipare ed esprimere un'opinione o dissenso.
Lei ci impone in un certo senso di leggere ma non di controbattere se non attraverso l'anonimato dell'email.
La mia critica non ha odio nei suoi confronti, ripeto che ammiro la sua professionalità.
Io però la devo contraddire sulla sua tesi secondo la quale la società dovrebbe essere formata da tanti individui, ognuno con la propria verità. Lei ipotizza una anarchia dell'informazione senza punti di riferimento. Da sempre le idee sono partite da una mente, da un individuo, senza volerlo abbiamo una formazione che viene fuori in gran parte da ciò che reputiamo sia bene o male ed è il risultato di idee di altre persone di altri VIP intellettuali. Che ne voglia o no la società ha bisogno di punti di riferimento, non tutti abbiamo la capacità di cogliere l'essenza delle cose, a volte sono dentro di noi e non ce ne accorgiamo (parlo della mia esperienza di vita). A volte abbiamo bisogno di persone, come nel mio caso, Grillo, Travaglio, di Lei ed altri. Io ho vissuto in un paesino per 34 anni, poi per lavoro mi sono trasferito altrove, a Palermo, dove ho conosciuto un gruppo di persone con cui condividevo forma e idee di lotta. I grillini appunto. Ho conosciuto altre associazioni e mi sono unito a loro. La mia vita è cambiata, adesso ho molta rabbia dentro, vedo le cose molto più illuminate di prima. nel mio paesino, si, le notizie mi sconcertavano ma il giorno dopo ero quello di sempre. Grillo per me è stata la persona che mi ha fatto capire che bisogna si indignarsi, bisogna si andare a cercarsi le informazioni e criticare ma anche tirarsi le maniche su e darsi da fare. Sono diventato molto più attivista, adesso mi muovo, faccio domande scomode e protesto a viva voce e lotto per le cose in cui credo. Grazie  a Grillo ho trovato in me la rabbia di reagire. Le notizie di Report sono molto interessanti, per me Report è il miglior programma di informazione che esista in Italia, ma alla fine le persone se non ricevono una scossa non si muovono. Grillo, Travaglio hanno questa capacità e devo ringraziarli. Io non credo di aver perso l'autostima in me, anzi prima ero una larva umana ora credo in qualcosa e mi incazzo pure contro il mio piccolo sistema del mio paesino che vive fuori dal mondo fregandosene di quello che succede, dove la gente vota per un tornaconto personale, non crede in nulla.
Io non credo come lei che la verità sia molteplice, la verità è una. Bisogna fare di tutto per avvicinarsi il più possibile.
Anche lei è un trascinatore nel momento in cui avrà un seguito, lo voglia o no. Nel momento in cui le nostre idee avranno un consenso lo diventeremo. Io non credo di diventarlo ma altri si.
L'autoassoluzione avvien quando si parla in politichese generalizzando ma non quando si va al nocciolo del problema, la gente che ascolta Grillo o Travaglio può correre il rischio dell'autoassoluzione solo se si ferma all'apparenza, alla superficie delle denunce di questi personaggi. Non so lei cosa legga o come li vede ma Grillo, Travaglio citano molto spesso fonti. Non sto osannandoli, anzi a volte sono in disaccordo con loro ma nella stragrande maggioranza dei casi mi riconosco in loro.
Lei vuole che ognuno sia padrone di se stesso ma questa è una utopia che non porterà mai da nessuna parte la forza non è nel singolo ma nell'insieme. Per un cittadino di Palermo è normale buttare spazzatura a terra ma non a Zurigo o Bolzano, lì verrebbe additato ed escluso dalla società. Il gruppo, la coalizione fa la forza e molto spesso la legge.
I movimenti sono l'unione di individui con idee comuni, lei vorrebbe tanti movimenti quanti individui sul pianeta? Una catastrofe. Una Utopia.
Un consiglio, renda orizzontale il suo sito, crei un blog."

Il sito di Paolo Barnard: http://www.paolobarnard.info/