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scritto da on Politica, Riflessioni d'autore

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Il grande giorno è arrivato, il giorno della contestazione verso un solo uomo...ehm mezzo uomo scusate.  Il NOBDAY alias No Berlusconi Day partito per scherzo in rete, su facebook, alla fine si è fatto ed è stato un successone. Il 5 dicembre verrà ricordato non solo come il giorno della contestazione di Berlusconi ma anche della sua filosofia di vita che ha pervaso il nostro Paese. Gente da tutta Italia, comprese le isole (me medesimo PRESENTE!), circa 700 bus, una nave dalla Sardegna e altri mezzi di fortuna, al ritorno alcuni addirittura chiedevano un passaggio mostrando il pollice verso l'altro!!! E non è finità qui! In tutte le più grandi città del mondo di tutti i continenti...New York, Londra, Zurigo ecc ecc..
Ma andiamo con ordine. Mancavano circa 10 giorni quando noi grillini ci siamo dati una mossa e abbiamo organizzato un paio di autobus ( un particolare ringraziamento va a Antonio alias Pampero sul Meetup degli amici di Beppe Grillo di Palermo3), in rete intanto i vari gruppi NOBDAY, che spuntavano come funghi da tutta Italia, pubblicavano i contatti da chiamare per prenotare un posto su altri autobus. Una interminabile serie di telefoni sbucavano ogni giorno man mano ci avvicinavamo alla fatidica data. Il viola, scelto dal comitato NOBDAY pervadeva ogni cosa, filmati, immagini e loghi su facebook, volti diventavano violacei ogni giorno che passava.  Il fermento si sentiva, le condivisioni diventavano sempre più ricorrenti, gli spot per la manifestazione passavano da account ad account. Il programma della giornata prendeva corpo, le adesioni aumentavano sempre più. Partiti politici, organizzazioni, associazioni, cantanti, e molta molta gente comune.
La conferenza stampa ha sciolto ogni dubbio e ogni diceria. Intanto mister B tace , i suoi servi snobbano la manifestazione quasi a presagire un flop o comunque la solita manifestazione che non rappresenta la nazione.  Cosa ci si aspetterebbe? Quante persone dovrebbero venire affinchè possa essere considerata un successo da parte loro ...mi chiedo? Lo dicano prima così sapremo anche le regole per quando saranno loro a manifestare.
Arriva venerdì 4 dicembre, finisco il mio lavoro quotidiano e mi preparo per la partenza. Indosso la mia divisa. Maglietta viola, pantaloni viola e soprattutto decido di andare nel primo negozio che mi capita per acquistare del tessuto per fare un bello striscione...viola naturalmente. Chiamo i miei amici di battaglia e mi confido sul metraggio e su come poi gestirlo. Alla fine bastano 6 metri di lunghezza per 1,4 di altezza. Del nastro adesivo bianco (usabile per scrivere le frasi), spillatrice, forbici e altro che potrebbe servire.  Non immagino neppure il successo che questa mia scelta avrebbe poi avuto il giorno dopo a Roma.
Prendo l'auto e vado all'appuntamento per la partenza, Piazzale Giotto a Palermo, ore 22:00. Arrivo prima, il tempo non è dei migliori, piove. Speriamo che Roma sia messa meglio. I ragazzi cominciano ad arrivare, poi gli autobus. Le quote le abbiamo pagate diversi giorni prima a chi si è impegnato di organizzare il tutto, 10 euro a persona. Abbiamo riempito due autobus, considerando anche un pò di gente da prendere a Messina.
Saliamo e si parte. L'ansia è grande, si spera in una bella giornata da tutti i punti di vista, che ci sia molta gente e che sia arrabbiata al punto giusto affinchè il messaggio arrivi a destinazione nei modi che noi tutti sappiamo. Nel tragitto, si chiacchiera, si parla del più e del meno, ma soprattutto delle aspettative del giorno dopo, della politica, di come dovrebbe essere, più sana, più pulita, non importano le idelogie, tutti siamo daccordo sull'onestà di chi deve farla. Tra un pò di musica, una bevuta e una fermata nei vari autogrill per la pausa bagno e qualche spuntino, si fanno i chilometri, abbiamo accumulato un pò di ore di ritardo che ci costeranno un cambiamento di programma. L'arrivo infatti sarebbe dovuto essere all'Eur ma, a causa del tutto esaurito di autobus arrivati da tutte le parti d'Italia, dobbiamo anticipare l'arrivo ad Anagnina. Arrivati finalmente alle ore 12 e 45 circa con ben quasi 4 ore di ritardo. Scendiamo ed è un via vai di persone, un vocio di dialetti ma accomunati da un unico colore: il viola che ci rende un pò fratelli almeno per un giorno. Ci guardiamo e ci abbracciamo un pò con gli sguardi. Recandoci verso la metropolitana di Anagnina ci si organizza con gli striscioni, machere, sciarpe e gadget vari da usare nella manifestazione che sarà alle ore 14:00. Il tempo quindi di fare uno spuntino e recarci al punto di partenza. Piazza della Repubblica. Prima però la cosa più importante, la scelta delle frasi da scrivere sullo striscione. Dispieghiamo il tessuto viola sul marciapiedi della stazione Termini, la gente ci osserva incuriosita, qualche poliziotto ci tiene d'occhio. Alla fine si decide. NO B DAY PALERMO BERLUSCONI FATTI PROCESSARE. Io ero favorevole insieme a Pampero di scrivere BERLUSCONI SUCA dopo NoBDay Palermo ma in democrazia vince la maggioranza e così è stato. La gente intanto a lavoro ultimato ci da il suo sostegno e solidarietà per il fatto che siamo venuti da Palermo, ma non sarà l'unico come sperimenterò durante la manifestazione.
Arrivati a Piazza della Repubblica, una folla enorme, uno sventolar di bandiere e gridar di slogan, bambini, anziani, cani e cartelloni di ogni tipo. Da "Berlusconi sei stato nominato", "Fatelo lavorare (Berlusconi disegnato da galeotto e palla al piede con il piccone in mano)", reggiseni viola a mò di stendardi, ma tante maschere di Silvio a sbeffeggiarlo. Slogan di ogni tipo, anche più crudi e duri ma molti sarcastici e graffianti. Ci sono purtroppo molte bandiere di partito, da Rifondazione comunista, IDV, Verdi, PD ecc ecc, Purtroppo perchè sarebbe dovuto essere il giorno del colore viola, non delle bandiere di partito che tra l'altro hanno fatto di tutto per non contrastare Berlusconi e per tale motivo sono anche stati puniti dal voto (vedi Rifondazione che ha invaso la piazza regalando bandiere e suonando canzoni popolari classiche di sinistra che non cito per pudore).
Ci incamminiamo perso Piazza San Giovanni. Durante il percorso è l'apoteosi. Dispieghiamo il nostro striscione e arrivano immediatamente gli incoraggiamenti, gli applausi e la solidarietà della gente di Roma che sorpresa dal fatto che giungevamo da Palermo ci sorride e ci dice "Grazie", ci applaude. Tutti a fotografare il nostro striscione e a mettersi in posa davanti per testimoniare "ci siamo noi davanti alla gente di Palermo". Per accontentare tutti dobbiamo rallentare e fermarci, le richieste di foto sono tantissime, centinaia, chi ci riprende, chi ci intervista, Sky ci intervista e il suo servizio ci vedrà protagonisti. Il nostro alla fine sarà uno dei pochi striscioni viola più lunghi. Il successo è inaspettato, non ci crediamo neppure noi che dall'euforia dimentichiamo un pò la nostra modestia e ci sentiamo un pò star per un giorno. Al centro dell'attenzione. I palermitani di Roma ci esprimono la loro vicinanza, gli amici di Messina vogliono onorarsi di essere accanto a noi e così pretendono di affiancare il loro striscione al nostro. L'unione fa la forza e gli slogan fioccano. Siamo carichi, un fiume di gente che lentamente inonda di viola le strade di Roma. Via Merulana è in piena, trabocca gente da ogni dove, dai balconi sventolano fazzoletti viola. Un tripudio. La commozione è tanta. Nessun incidente, una festa. Arriviamo a Piazza San Giovanni ed è gremita, non c'è lo spazio per tenere in alto lo striscione, occuperemmo la visuale e così pressati tra la folla seguiamo le testimonianze. Da Borsellino a Dario Fo e Franca Rame, da Fiorella Mannoia a Roberto Vecchioni e poi ancora gente comune che si batte per diverse cosè ma unita da un unico obiettivo, Berlusconi e il suo modo fi fare politica...il Berlusconismo.  le vicende Eutelia, il comitato NOPONTE, i ricercatori delle nostre università...via via fino a tarda sera. Unico neo a mio parere tra i personaggi che dovevano calcare il palcoscenico è stata l'assenza di un persnaggio nato nella rete, frutto della rete, che rappresenta più di ogni altro il cittadino qualunque che contesta Berlusconi, il suo nome è Tony Troja. I numeri parlano chiaro: 6500 contatti in pochi mesi e da solo, attraverso le sue canzoni satiriche contro questa classe politica ma soprattutto contro di lui, Silvio. Le sue canzoni, in particolare Vaffansilvio, doveva essere l'inno di questa giornata ma così purtroppo non è stato. Il comitato del NOBDAY ha così deciso..."Tony o canti soltanto o non se ne fa nulla", così mi ha confidato Tony Troja in chat. "Hanno paura che parli male del PD" mi riferisce e così messo davanti a questo aut aut lui ha deciso di dare forfait e di disertare il palco. La sua dignità ha avuto la meglio e ha preferito restare a casa. E' stata una sconfitta per gli organizzatori a mio modesto parere.  A parte questa ombra che mette in chiaroscuro la manifestazione tutto è stato comunque bellissimo. Per noi però è giunta l'ora di andare, ormai è buio e alle 21:00 dobbiamo essere pronti per la partenza. Un ultimo giro tra gli stand, un boccone e via verso casa. La soddisfazione è grande, la stanchezza pure. Siamo consapevoli però che ne è valsa la pena, ci siamo sentiti parte del coro. Abbiamo la certezza di aver dato una bella spallata. Si attendono adesso le critiche e i servizi in tv. Anche se siamo coscienti che il solito balletto delle cifre non ci darà la soddisfazione che ci aspettiamo, siamo convinti che il popolo della rete c'è e che sarà presente per tutta la presenza di questo uomo...ehm riscusate mezzo uomo... nel panorama politico italiano.
A bordo quindi, in metro, bus e via verso casa. Mestamente  ma per la stanchezza e non altro. Il ritorno sarà un pò silenzioso. Si dorme, scusate ma ce lo meritiamo!!!

scritto da on Ambiente, Informazione, Palermo

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Sono le ore 8:00 di domenica 8 novembre 2009. Non sto nella pelle, è la giornata del primo punto informativo degli amici di beppegrillo del meetup palermo3. Tratterà della questione rifiuti con riferimento a quello che  sta succedendo a Palermo. Mancano ancora 3 ore ma tra il dire e il fare il tempo passa. Faccio colazione mi do una sistemata ed esco.rifiutiamiamoci

L'appuntamento è alle 11:00 ma arrivo prima, nell'attesa rifletto sulla giornata e visito un pò il centro di Palermo. Finalmente si vede qualcuno, arriva il materiale e iniziamo a mettere le tende. Prepariamo il gazebo, attacchiamo manifesti, sistemiamo sedie e tavli, disponiamo dvd, magliette e gadget vari, oltre naturalmente il nostro pane....il materiale informativo.

Nemmeno il tempo di montare il tutto che già si inizia a distribuire e spiegare chi siamo e cosa ci proponiamo di fare. Informiamo sulla questione rifiuti. La gente collabora, ci ascolta pazientemente e si ferma volentieri al nostro banchetto, ci lascia pure qualche soldo e compra qualche gadget. Rispondiamo cortesemente alle domande posteci. Qualcuno non sa che dalla combustione dei rifiuti negli inceneritori rimane qualcosa...eppure è normale! Quante cose si imparano! L'afflusso comincia a calare quando arriva l'ora di pranzo. Ne approfittiamo anche noi e a turno andiamo a rifocillarci. Il pomeriggio è lungo e all'imbrunire, come da programma, ci saranno proiezioni di vari filmati, tra cui il film documentario, Una montagna di balle.

Qui entro in gioco io. Il proiettore è pronto ma c'è qualche problema con la connessione al computer e la visualizzazione dei filmati. Mi offro volontario. Vado a casa e porto il mio mac, cavo di connessione al seguito e il problema viene risolto. Adesso alla regia ci sono io. Intanto le tenebre iniziano a calare e tra un volantinaggio e una spiegazione siamo arrivati al dunque. Iniziamo, per scaldare la serata, a proiettare un pò di video. I più fruttuosi sono quelli dove c'è il sindaco Cammarata. In effetti interessa maggiormente alla gente che si accalca. Eccoli. Cammarata reloaded e Palermo cool.

Alle 17:00 è arrivato il momento del film-documentario ma appena iniziamo il generatore fa le bizze, o meglio resta a secco. E' finito il carburante. I primi volontari si offrono per andare a comprarne un pò di bottiglie, tornano, ricaricano ma una nuvola di fumo crea il panico. Che succede? Semplice, Il generatore a benzina è stato caricato a diesel. Mentre partono le operazioni di pulizia e svuotamente del diesel, io e un altro ragazzo partiamo stavolta alla ricerca di benzina. Quando torniamo con alcune bottiglie il lavoro di svuotamento e pulizia del generatore non è ancora finito. Si corre per non annoiare la folla. Il film entro le 19 deve iniziare. Per fortuna prima delle 19:00 si parte e si ha un bel successo, seppur lungo (1,5 ore circa)  un bel pò di gente permane.

Alla fine del film continuiamo le attività di informazione e di proiezine di vari filmati tra cui le repliche che hanno avuto più successo. Divertiamo la folla anche con un quasi palermitano che ho scoperto in rete, Tony Troja. I suoi video sono davvero bellissimi e alla fine di uno di questi, Vaffansilvio, scatta pure l'applauso. Tony troja il giorno dopo, contattato su facebook, non vuole crederci!

Alla fine della giornata mi offro volontario per spiegare alle persone, chi siamo, cosa abbiamo fatto, il film che hanno visto. Così prendo il microfono e dopo aver spiegato tutto ciò do l'appuntamento ai prossimi banchetti informativi con cadenza mensile.

Si smonta tutto, facciamo il punto della situazione tra cui il ricavato in denaro della giornata. Una bella sommetta che ci fa rientrare delle spese che abbiamo sostenuto. Per festeggiare ce ne andiamo a cenare insieme. Che dire una bella giornata. Grazie alle persone che ci hanno sostenuto e che magari ne sanno un pò di più. Il nostro obiettivo era poi solo quello, portare l'informazione in piazza. Dopo tante insistenze da parte mia nelle numerose riunioni del meetup, finalmente siamo riusciti a realizzare il tutto.

Ah dimenticavo....ecco il filmato realizzato da Giulia alias Amelia degli Amici di Beppe Grillo del Meetup Palermo 3  di cui faccio parte. Occhio che ci sono pure io.

scritto da on Attualità, Palermo, Riflessioni d'autore

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La aspettavo da molto tempo questa occasione, sì... da socio UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) incontrare uno dei miei Presidenti è stato un onore soprattutto se è del calibro di Margherità Hack, una delle scienziate più famose e conosciute al mondo. L'Astronoma e non astrologa come disse il nostro presidente del consiglio.
Così sono andato alla Feltrinelli di Via Cavour ad incontrarla in occasione della presentazione di un libro di cui ha scritto la prefazione. Edito La Zisa. Cito l'editore in quanto più avanti avrà la sua importanza.
Entro un pò in ritardo e non riesco a vedere nulla, un nugolo di gente mi oscura la visuale, sento soltanto parlare la Hack. Alla fine il ringraziamento dell'editore della casa editrice che oltre a ringraziare l'autore e la Hack mostra un pò i muscoli dichiarando che la sua casa editrice aderisce al progetto Pizzofree di AddioPizzo, che non ha intenzione di pagare neppure un euro alla criminalità. Questa dichiarazione entusiasma la gente che applaude e che spinge una signora del pubblico a chiedere alla moderatrice dell'evento (personale della Feltrinelli) se la Ricordi Mediastore ha aderito a Pizzofree. La risposta è quanto mai lapidaria, neppure finisce di pronunciare la domanda che un bel SI perentorio viene dichiarato e immediatamente si cambia discorso. Questa repentina quanto mai deviazione dall'argomento legalità mi crea qualche sospetto. Mi ricordo così di avere in tasca il mio opuscoletto con l'elenco delle attività commerciali aderenti a Pizzofree, lo prendo, dò un'occhiatina e vedo La Zisa, sfoglio ancora, chiudo e poi riapro ma la Feltrinelli, Ricordi Mediastore non la trovo. Ricomincio d'accapo, forse sarà sotto un'altra voce, magari negozi musicali, o altro. Niente.
Mi chiedo magari che non sarà aggiornato, il mio opuscoletto infatti risale a Maggio 2009, siamo a novembre magari è successo qualcosa negli ultimi mesi.
Mi prude la domanda ma non approfitto della possibilità del microfono. Sbaglio? In quel momento mi pare fuori luogo e così aspetto la fine.
Concluso l'evento, fattomi la foto di rito con la prof.ssa Hack, mi congratulo con l'editore de La Zisa per la coraggiosa scelta di non pagare il pizzo e spiego a lui che nonostante le dichiarazioni della sig.ra della Feltrinelli non mi torna qualcosa. Lui mi indica di andarlo a chiedere..."è proprio lì vicino alla cassa" mi dice. Mi reco e con molto garbo chiedo se veramente la Ricordi ha aderito visto che nell'opuscolo di maggio non risulta. Lei un pò stizzita mi chiede: "Lei chi è, si qualifichi". Io rispondo che sono un semplice cittadino che vorrebbe sapere di più sulla sua dichiarazione. Lei mi risponde che è stata fatta la richiesta e che il mio opuscolo non è aggiornato. "Abbiamo fatto richiesta dopo maggio" mi dice. Chiedo quando è stata fatta richiesta ma lei si rifiuta e che a suo dire non avrei il diritto di saperlo. Intanto i toni si alzano e la gente, numerosissima, rimane attonità dalla nostra accesa discussione. Io sventolo il libricino di Addiopizzo mentre lei si rifiuta di darmi spiegazioni. Forse non sa darle e non vuole dire cose sbagliate e così la saluto con la promessa di chiamare Addiopizzo e venirla a trovare.
Esco fuori, faccio la mia telefonata e Addiopizzo in effetti mi risponde che la Feltrinelli aveva fatto sì la richiesta ma a cui non è seguita una risposta definitiva in quanto la procedura di accettazione è lunga e deve seguire un iter particolare prima che sia inserita tra le attività commerciali virtuose. La signorina di Addiopizzo al telefono mi invita a controllare l'elenco sul sito internet ufficiale in quanto è sicuramente aggiornato. Io in quel momento mi sento un pò colpevole di aver pensato male così rientro, cerco la signora "Feltrinelli" di cui non so il nome e mi scuso per la mia intromissione, per aver dubitato male. Lei un pò arrabbiata, anche per la presenza della Hack, neppure mi da molto conto e così tutto finisce lì.
Me ne vado e nel percorso verso casa riflettendoci un pò su mi chiedo: "Ma perchè mi sono scusato?"
La conferma arriva non appena ho la sentenza definitiva. Consulto infatti il sito di Addiopizzo e la Feltrinelli non risulta ancora. Quindi attualmente non è una attività Pizzofree. Sì proprio così, la Feltrinelli ha abusato di una virtù non ancora certificata. Finchè non ci sarà una risposta di Addiopizzo la Ricordi Mediastore non è in Pizzofree e pertanto non può considerarsi aderente all'iniziativa degna di lode. La mia opinione corrispondeva a realtà. Perchè mi sono scusato?
Scrivo di getto una email ad Addiopizzo raccontando l'accaduto e attendo una risposta. la pubblicherò qui appena possibile.

scritto da on Palermo

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Alla luce della vicenda dell'impiegato assenteista presso la Gesip a Palermo e degli ulteriori sviluppi, scoperta da Stefania Petyx a Striscia la Notizia, ho pensato di mettere i puntini sulle i. Questo che sosterrò vale per un Paese che sogno. Un Paese normale dove i mafiosi vanno in cella, dove i politici fanno politica e non doppi lavori, dove l'informazione informa e i giornalisti non sono cacciati o puniti solo perchè dicono quello che pensano, ecc ecc...

In un Paese normale un cittadino non si rivolgerebbe a Stefania Petyx, in un paese normale non ci sarebbero neppure queste persone che sputano su un posto di lavoro nonostante in Italia la disoccupazione sia ai massimi storici.

In un Paese normale il cittadino andrebbe dalla Dirigenza di quella azienda a segnalare il "problema" o al massimo dalle Forze dell'ordine. Siccome non siamo un paese normale,  non ci si fida della Dirigenza dell'ente in oggetto e non ci si fida delle forze dell'ordine, allora si spiffera in tv. Scommetto che se la segnalazione fosse arrivata alla Polizia si sarebbe insabbiato tutto (questo si che è normale).

In un Paese normale ci sarebbe stata una Dirigenza normale e l'impiegato non avrebbe potuto assentarsi senza che nessuno se ne accorgesse, ammettendo che la dirigenza sia in buona fede ma ne dubito.

In un Paese normale un Sindaco si sarebbe informato sulle persone da assumere, per capire a chi consegna i propri beni da gestire, ma soprattutto avrebbe assunto regolarmente pagando i contributi. Questo vale anche per un grande imprenditore di cui censuro il nome visto che siamo in un Paese anormale.
In un Paese normale la gente sarebbe scesa in piazza per protestare, soprattutto la gente senza lavoro, gente che ha voglia di lavorare ma non può perchè vede che altre persone indegne, chiamate direttamente e non per concorso, occupano abusivamente un posto di lavoro che non meriterebbero e che calpestano per andare a fare il "marinaio", non per gestire la propria barca ma quella del Sindaco.  Qualcun altro aveva il "fattore" mafioso, qui abbiamo un "marinaio" che affittava la barca in nero all'insaputa del suo "capitano" a quanto pare.

In un Paese normale, ad es. Inghilterra, un politico di professione si dimetterebbe per molto meno, ad es.  per aver pagato una propria fattura con soldi dello stato. Evidentemente non lo siamo...normali.

Facciamoci una ragione, dovremo aspettarci ancora qualcosa di più, quello che stiamo vivendo in questi anni è solo l'inizio. D'altra parte non siamo in un Paese normale e quindi è ....normale.

scritto da on Palermo

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19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

Erano pochi milioni, cent’anni fa. Oggi sono circa un miliardo. Il formidabile aumento del numero dei non credenti è l’unica, rilevante novità nel panorama religioso mondiale degli ultimi decenni. Un fenomeno che, peraltro, nei paesi democratici non accenna affatto a fermarsi: una crescita che, significativamente, non è il frutto dell’opera di ‘missionari’ dell’ateismo e dell’agnosticismo, ma l’esito di centinaia di milioni di riflessioni individuali. Circostanza ancora più eloquente, la loro diffusione è maggiore quanto maggiore è la diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione. Lungi dal portare le società alla rovina, come vaticinano leader religiosi incapaci di trovare risposte più adeguate alla secolarizzazione, atei e agnostici ne rappresentano la parte più dinamica, quella che più contribuisce alla loro crescita: rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come ‘diverso’: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza.

Quasi ovunque il mondo politico ha registrato questi cambiamenti, improntando le legislazioni nazionali a norme sempre meno dipendenti dall’etica religiosa prevalente (ancora per quanto?), e valorizzando per contro l’autodeterminazione dei singoli individui. Persino in una “nazione cristiana” quale sono ritenuti gli Stati Uniti, un americano su sette non appartiene ad alcuna religione: non è un caso che, nel suo discorso di insediamento, Barack Obama abbia esplicitamente riconosciuto il ruolo dei non credenti.

Un solo paese occidentale sembra fare eccezione, nonostante la religiosità sia in calo anche lì. È il paese con la classe politica meno apprezzata, con i livelli più bassi di libertà di espressione: un paese che tanti, in patria e all’estero, ritengono in declino. Quel paese è il nostro, quel paese è l’Italia. Un paese dove i non credenti sono i paria della società, relegati dalla legge (e dal condizionamento sociale) a cittadini di quinta categoria: l’incredulità viene buona ultima, quanto a diritti, dopo la Chiesa cattolica, le confessioni sottoscrittrici di Intesa, i culti ammessi e le confessioni non registrate. Un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste. Un paese dove, in televisione, è impossibile ascoltare una critica alle gerarchie ecclesiastiche.

Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: anche in Italia, un cittadino su sette non crede. Ma nessuno lo ascolta. Certo, il servilismo del mondo politico e dei mass media italiani non teme, come si è detto, confronti con altri paesi. Ma anche gli increduli hanno le loro responsabilità. Se vogliono non essere discriminati sui luoghi di lavoro; se desiderano che i loro figli, a scuola, non siano confinati in un ghetto; se non accettano che ingenti somme delle (scarse) finanze pubbliche finanzino organizzazioni confessionali; se, in poche parole, pensano che l’Italia debba realmente essere uno Stato laico e democratico, che tratta tutti i cittadini allo stesso modo, è necessario far sentire la propria voce. Finora non è mai accaduto: mai atei e agnostici hanno manifestato per i loro diritti civili.

Atei e agnostici non credono nei miracoli: sanno benissimo che, per ottenere dei cambiamenti, è necessario darsi da fare. È dunque venuto il tempo, anche per i non credenti, di mobilitarsi. Per questo motivo l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che unisce gli atei e gli agnostici, indice per sabato 19 settembre, alle ore 15, nell’area antistante lo stadio Flaminio (Piazzale Ankara) a Roma

LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

La data scelta non è casuale. I diritti dei non credenti possono essere riconosciuti solo laddove non c’è alcuna religione di Stato, di fatto e/o di diritto. Il 20 settembre 1870 non venne meno solo una religione di Stato; fu abbattuto un regime teocratico all’interno del quale era impossibile dichiararsi pubblicamente atei o agnostici. Molti, quel giorno, ritennero a portata di mano la realizzazione di una società, in cui una libera Chiesa costituisse solo una parte, non privilegiata, di un libero
Stato. Quel progetto, faticosamente avviato, fu poi bloccato dal ventennio fascista, dal cinquantennio democristiano e da un quindicennio di confessionalismo bipartisan.

Ora i tempi sono cambiati. Non intendiamo rievocare con nostalgia l’epopea risorgimentale: vogliamo invece impegnarci nella costruzione di una società moderna, laica, europea.

Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti

Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato

Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose

Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose

In particolare, chiediamo:
Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario
Riconoscimento delle unioni civili
Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica
Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”)
Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004
Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici
Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici
Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria
Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita
Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale
Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione
Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche
Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile
Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica
Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose
Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa
Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme...)
Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio
Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione
Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria
Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.

scritto da on Palermo

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16 settembre 2009, la prima vera pioggia saluta il nuovo anno accademico all'Università di Palermo in Viale delle Scienze e causando non pochi problemi alla città intera.

Ma facciamo un passo indietro. A novembre 2008 viene eletto il nuovo Rettore, Roberto Lagalla, si fanno i conti e si scopre improvvisamente, e con sorpresa, che quelli fatti durante il precedente rettorato di Giuseppe Silvestri non sono così "sani" e che l'Università di Palermo non è tra le più "virtuose". Si scopre un buco che varia, a seconda delle voci, dai 30 ai 120 milioni di euro. Nel frattempo scade a fine febbraio il mandato del Direttore Amministrativo Mario Giannone, gli subentra Vincenzo Petrigni. Il tempo di capire la situazione che, appena poco più di due mesi, rassegna le sue dimissioni (problemi personali dirà lui ma voci insinuano l'impossibilità di un accordo con le parti sindacali del personale). Gli succede Gabriele Cappelletti a giugno, dura qualche settimana e anche lui getta la spugna ma in seguito alle insistenze del Rettore torna al suo posto ritirandole.

Dopo varie attività amministrative, a dire il vero incoraggianti come il suo predecessore Petrigni, si vedono i primi risultati, ma a fine agosto Cappelletti, per problemi ancora una volta familiari (afferma lui), lascia definitivamente. La situazione intanto del buco, in parte risanato e fatti i conti per bene, è di 19 milioni di euro. Da Petrigni a Cappelletti intanto partiva una attività di taglia e spremi che portava al risparmio fino all'ultima goccia, trattenendo anche molti dei finanziamenti destinati alla ricerca e trattenendoli in bilancio per tamponare le falle. Si grida allo scandalo ma si procede comunque. Nelle strutture si blocca ogni "spreco", se così si può chiamare, niente più acquisti di libri, niente più acquisti inopportuni, attività culturali limitate al necessario e molti degli ospiti di eventi culturali devono pagarsi anche alcune spese. Le strutture sono alla frutta, non hanno fondi per sostenere le normali spese di funzionamento. Gli edifici hanno parecchi problemi ma è estate e tutto procede nonostante tutto, a parte un episodio che ha molto di paradossale, presso l'edificio 15 dove lavoro, dove ha sede la mia struttura e la Facoltà di Scienze della Formazione.
Una ditta provvede a effettuare un intervento per una possibile crepa in cima all'edificio, fa dei test ed applica del materiale. Tutto qua, faccio delle foto. E' la prima avvisaglia del peggio. Siamo quindi arrivati ad oggi, la prima vera pioggia che oltre a bloccare mezza città porta alla luce le falle dell'edificio 15 in balia delle intemperie. Sono le ore 11:00 del mattino e mentre fuori diluvia, all'8° piano sento un colare liquido, a mò di rubinetto aperto, vado a controllare e vedo che alcuni pannelli del controsoffitto sono venuti giù a causa dell'acqua che proviene dal terrazzo dell'edificio. Scopro che ci sono stati diversi problemi, uno dei quali in Biblioteca Centrale di Scienze della Formazione, al piano -1, parte del controsoffitto ha ceduto per l'acqua infiltratasi chissà da dove, piove sui libri, per non parlare poi del cattivo odore dovuto alle condutture del perenne problema del sistema fognario (mai risolto). In seguito alla mia e altre segnalazioni si presenta il giorno dopo, per l'ennesima volta,  un dipendente dell'Ufficio Tecnico che, sorridendo, effettua il sopralluogo presso la mia struttura, immagino già la sua risposta ma comunque effettuo le mie domande. "Alcune cose si possono sistemare ma per quanto riguarda la perdita dal soffitto non è possibile, il terrazzo è una groviera e non ci sono soldi, non ce la facciamo a sistemare gli edifici di Viale delle Scienze".

Ma nella stessa giornata, per fare una battuta, piove sul bagnato. Scopro che molti dei contratti tra la Facoltà di Scienze della formazione e molti aspiranti docenti saranno a titolo gratuito, mandando nello sconforto molti di questi ultimi che ambivano ad una buona paga. Non ci sono i soldi per pagare le docenze esterne, forse molte discipline non saranno garantite nonostante ci sia il boom delle iscrizioni nell'Ateneo palermitano e a poche centinaia di metri si effettuano le selezioni degli aspiranti studenti (ignari di tutto) per l'accesso ai corsi di laurea. Docenze a titolo gratuito, solo per la gloria, magari a fine anno accademico verranno anche medagliati al suono dell'inno nazionale col tricolore della facoltà, rispolverato da una lunga vacanza nei bagni del 6° piano, tra lo scopettone e la ferraglia di materiale in attesa di essere smaltita. Che tristezza, proprio nella giornata della strage di militari italiani a Kabul, in Afghanistan.

Cosa ne sarà dell'Università di Palermo?

scritto da on Riflessioni d'autore

1 commento

Mi sono imbattuto per caso su facebook su un sito, ho scoperto essere quello del giornalista freelance (ex di report)  Paolo Barnard. Mi ha colpito la sua durezza verso la società, verso i movimenti che cercano di cambiarla, una durezza alla fine verso l'individuo che secondo lui deve essere protagonista di se stesso senza adulare o seguire l'altrui pensiero.  Così ho letto qualche suo articolo, e da grillino non ho potuto che soffermarmi su quello in cui attacca appunto il comico genovese, Travaglio e altri.

Ho scritto così di getto una mail e l'ho spedita, c'è qualche errore ma mi è venuta così, come un dipinto sotto ispirazione, e la cito pari pari così come l'ho spedita, errori compresi.

"Innanzitutto colgo l'occasione per ringraziarla dei servizi e delle informazioni che ci ha dato attraverso Report. Voi siete i nostri occhi, i giornalisti come lei sono il nostro mezzo per vedere meglio ciò che ci circonda. A volte sa non tutti hanno la sensibilità oculare di scorgere i particolari più piccoli e apparentemente nascosti. Noi umili cittadini abbiamo bisogno di GURU del giornalismo come voi, che ci aprano meglio gli occhi e ci raccontino i fatti.
Ho letto il suo articolo nel suo sito,
L'informazione & la deriva dei 'nuovi paladini dell'antisistema', che a differenza della orizzontalità che lei promuove, è l'espressione più verticale che ci sia. Come i classici media (giornali, libri, televisione) non permette di partecipare ed esprimere un'opinione o dissenso.
Lei ci impone in un certo senso di leggere ma non di controbattere se non attraverso l'anonimato dell'email.
La mia critica non ha odio nei suoi confronti, ripeto che ammiro la sua professionalità.
Io però la devo contraddire sulla sua tesi secondo la quale la società dovrebbe essere formata da tanti individui, ognuno con la propria verità. Lei ipotizza una anarchia dell'informazione senza punti di riferimento. Da sempre le idee sono partite da una mente, da un individuo, senza volerlo abbiamo una formazione che viene fuori in gran parte da ciò che reputiamo sia bene o male ed è il risultato di idee di altre persone di altri VIP intellettuali. Che ne voglia o no la società ha bisogno di punti di riferimento, non tutti abbiamo la capacità di cogliere l'essenza delle cose, a volte sono dentro di noi e non ce ne accorgiamo (parlo della mia esperienza di vita). A volte abbiamo bisogno di persone, come nel mio caso, Grillo, Travaglio, di Lei ed altri. Io ho vissuto in un paesino per 34 anni, poi per lavoro mi sono trasferito altrove, a Palermo, dove ho conosciuto un gruppo di persone con cui condividevo forma e idee di lotta. I grillini appunto. Ho conosciuto altre associazioni e mi sono unito a loro. La mia vita è cambiata, adesso ho molta rabbia dentro, vedo le cose molto più illuminate di prima. nel mio paesino, si, le notizie mi sconcertavano ma il giorno dopo ero quello di sempre. Grillo per me è stata la persona che mi ha fatto capire che bisogna si indignarsi, bisogna si andare a cercarsi le informazioni e criticare ma anche tirarsi le maniche su e darsi da fare. Sono diventato molto più attivista, adesso mi muovo, faccio domande scomode e protesto a viva voce e lotto per le cose in cui credo. Grazie  a Grillo ho trovato in me la rabbia di reagire. Le notizie di Report sono molto interessanti, per me Report è il miglior programma di informazione che esista in Italia, ma alla fine le persone se non ricevono una scossa non si muovono. Grillo, Travaglio hanno questa capacità e devo ringraziarli. Io non credo di aver perso l'autostima in me, anzi prima ero una larva umana ora credo in qualcosa e mi incazzo pure contro il mio piccolo sistema del mio paesino che vive fuori dal mondo fregandosene di quello che succede, dove la gente vota per un tornaconto personale, non crede in nulla.
Io non credo come lei che la verità sia molteplice, la verità è una. Bisogna fare di tutto per avvicinarsi il più possibile.
Anche lei è un trascinatore nel momento in cui avrà un seguito, lo voglia o no. Nel momento in cui le nostre idee avranno un consenso lo diventeremo. Io non credo di diventarlo ma altri si.
L'autoassoluzione avvien quando si parla in politichese generalizzando ma non quando si va al nocciolo del problema, la gente che ascolta Grillo o Travaglio può correre il rischio dell'autoassoluzione solo se si ferma all'apparenza, alla superficie delle denunce di questi personaggi. Non so lei cosa legga o come li vede ma Grillo, Travaglio citano molto spesso fonti. Non sto osannandoli, anzi a volte sono in disaccordo con loro ma nella stragrande maggioranza dei casi mi riconosco in loro.
Lei vuole che ognuno sia padrone di se stesso ma questa è una utopia che non porterà mai da nessuna parte la forza non è nel singolo ma nell'insieme. Per un cittadino di Palermo è normale buttare spazzatura a terra ma non a Zurigo o Bolzano, lì verrebbe additato ed escluso dalla società. Il gruppo, la coalizione fa la forza e molto spesso la legge.
I movimenti sono l'unione di individui con idee comuni, lei vorrebbe tanti movimenti quanti individui sul pianeta? Una catastrofe. Una Utopia.
Un consiglio, renda orizzontale il suo sito, crei un blog."

Il sito di Paolo Barnard: http://www.paolobarnard.info/

In nome di Bettino.

set
2009
08

scritto da on Palermo

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Ho scoperto leggendo in rete, mi scuso ma non lo sapevo, che esiste una Fondazione Craxi. Beh nulla di anormale, visto che l'ha fondata la figlia Stefania. Ma con mio stupore ho letto sul sito di Antonio Di Pietro che tale fondazione verrà finanziata con soldi pubblici mentre altre fondazioni come quella di Sandro pertini o Gabriele D'Annunzio non riceveranno un euro. Spero non sia vera questa seconda ipotesi. Così mi sono detto "Vado a dare un'occhiata in rete.

Vedo che tale Fondazione ha un bel sito e all'art. 3 dello statuto dice:

La Fondazione,  che non ha fini di lucro e non può distribuire utili,  ha per scopo principale la tutela della personalità, dell’immagine, nonché del patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi e la promozione, lo sviluppo, il sostegno e la diffusione delle idee di progresso, giustizia e libertà che hanno sottinteso alla sua opera.

La Fondazione intende perseguire obiettivi di sviluppo e diffusione di valori etici, umanitari e solidaristici e si prefigge come scopo lo svolgimento di compiti di vario genere finalizzati ai menzionati fini etici.

Ne avrà di lavoro per tutelare l'immagine di quest'uomo!  Invece credo che avrà poco da diffondere quando parla di valori etici. Eh si perchè di etico nella politica di Craxi c'era ben poco visto lo stesso "Craxi non era uno statista, è stato solo il fondatore del sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace."(dichiarazione di Antonio Di Pietro che io ammiro e in cui credo, notizie tra l'altro confermate anche dalle sentenze e riportate su wikipedia).

Su Wikipedia si legge ancora: “La Fondazione Craxi è una fondazione nata il 18 maggio 2000 allo scopo di tutelare la personalità, l'immagine, il patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi attraverso la raccolta di tutti i documenti storici che riguardino la sua storia politica”.  Mi chiedo se la sig.ra Stefania Craxi menzionerà e archivierà anche le migliaia di pagine delle inchieste giudiziarie che hanno visto suo padre condannato in contumacia mentre era latitante e tutte le altre inchieste dichiarate estinte come, ironia della sorte, il protagonista.

Sul sito della fondazione si legge:

"La Fondazione Bettino Craxi è stata costituita il 18 maggio 2000, da Stefania Craxi, figlia del leader Bettino Craxi, la cui scomparsa è avvenuta ad Hammamet, in esilio, il 19 gennaio 2000."

Dovrebbe correggere una parolina la signora Craxi, al posto di "in esilio" metta "da latitante" visto che per la legge uno che fugge sottraendosi alla giustizia è tale.

Wikipedia da una rappresentazione del personaggio Craxi molto più vicina alla realtà di quanto sostenga la figlia e si legge anche che è stato proposto di intitolare una via in suo onore a Roma. Sapete chi è il proponente? ... Walter Veltroni, si proprio lui. Non mi sorprendo quando Grillo chiama questo sistema Veltrusconismo. Craxi è "l'amico" che lega i due personaggi politici nostrani. Adesso il compito di intitolare la strada a Craxi è in mano ad Alemanno...buon lavoro.

scritto da on Riflessioni d'autore

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Mi vergogno ....

di un'Italia delle idelogie e poche idee;

di un'Italia che fa finta di nulla;

di un'Italia che non si indigna e non ha pudore;

di un'Italia in mano ad un puttaniere;

di un'Italia che non sa cosa sia l'etica, che affida alla magistratura l'opera di pulizia politica;

di un'Italia che nonostante le condanne della magistratura abbia pregiudicati di ogni reato in parlamento;

di un'Italia dove i mafiosi vengono giudicati eroi e chi muore per mano mafiosa invece dimenticato;

di un'Italia dove si finanzia, con soldi pubblici, una fondazione in nome di Bettino Craxi e non quella di Sandro Pertini;

............

scritto da on Riflessioni d'autore

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Mi sono imbattuto in un articolo molto simpatico di un blog graficamente uguale al mio ma molto più divertente e sporcaccione!!
Il titolo è uguale a questo e devo farvelo leggere, ve lo riporto pari pari, cito anche la fonte alla fine caso mai vi venisse in mente di andarci a dare un'occhiatina. Un articolo che fa delle ipotesi molto improbabili ma che incredibilmente ho pensato fossero ammissibili. Tempo fa, lo giuro, me le sono poste anche io queste domande, mi sono venuti gli stessi dubbi ma alla fine ho ritrovato la retta via e la luce davanti a me.

"All’improvviso, così, nel bel mezzo della notte più buia e tempestosa che i miei spermatozoi ricordino, come se da sotto il letto fosse spuntato Calderoli a rimboccarmi le coperte, mi sono svegliato madido di sudore, urlando a squarciagola un lunghissimo e profondissimo “noooooooo” inzuppato d’orrore e grondante sangue marcio.

E se Berlusconi avesse ragione?

E se fossero vere tutte le sue sparate sulle toghe rosse, la giustizia ad orologeria, la magistratura politicizzata, tenuta per le palle da Fassino, D’Alema, Diliberto e Pecorario Scanio?

E se fosse vero che Prodi è riuscito nell’impresa di rovinare l’Italia in meno di due anni? E se fosse vero che la sinistra è irrimediabilmente corrotta, in quanto geneticamente statalista ed assistenzialista? E se fosse vero che se governassero loro, i comunisti – Dio, come mi fa ribrezzo anche solo scrivere questa parola, adesso! – la nazione sarebbe flagellata da terrore, distruzione e morte?

E se fosse vero che la mafia verrà finalmente debellata dal governo in carica? E se fosse vero che con le grandi opere, tra cui delle leggiadre centrali termonucleari raffreddate a fiato, renderanno il Belpaese la prima potenza mondiale? E se fosse vero che, se lo avessero lasciato lavorare, a quest’ora sarei sprofondato in una Jacuzzi d’oro massiccio traboccante di dobloni, anziché in una fossa biologica straripante cacchina liquidina?

E se fosse vero che Lui è il più grande statista di tutti i tempi? E se fosse vero che Bush ed i potenti del mondo lo temono e lo rispettano come tale? E se fosse vero che non è vero niente che Lui ha corrotto i giudici e frodato il fisco per arricchirsi? E se fosse vero che i suoi più stretti collaboratori sono stati condannati per corruzione ed associazione mafiosa, ma Lui non sapeva niente?

E se fosse vero che, così come ha risolto il problema dei rifiuti a Napoli, renderà la penisola una grande e ancora più bella copia di Milano 3?

E se fosse vero che Prodi è un mafioso per di più incapace che ha governato illegittimamente rubando i voti a Silvio? E se fosse vero che Veltroni è un camorrista che di notte andava a spargere i rifiuti nella città partenopea? E se fosse vero che tutte le menti più brillanti sono al governo, mentre a sinistra ci stanno solo i parassiti perdigiorno lavativi? E se fosse vero che chi non ha votato per Silvio è un coglione?

Ecco, se avete risposto “sì, è vero” ad almeno una di queste domande, probabilmente guardate troppo spesso il Tg4."

Fonte: http://www.prepuzio.com/2008/07/e-se-berlusconi-avesse-ragione.html/