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scritto da on Diritti umani, Riflessioni d'autore

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Io sono per il diritto di essere, di esistere...per il diritto di decidere della propria vita e della propria morte. Per il diritto all'autodeterminazione, base fondante della propria libertà. Per tale motivo sono favorevole all'eutanasia, all'aborto e alla possibilità, in caso di malattie inguaribili o di stato vegetativo irreversibile, di poter decidere preventivamente il proprio destino.

Sostengo quindi il testamento biologico e la sua stesura attraverso una legge che lo regoli.

Qui metterò un esempio di testamento biologico che prossimamente firmerò e pubblicherò. Il mio futuro quindi sarà presto nero su bianco e tutti potranno leggerlo.

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Schema di testamento biologico

Io,sottoscritto/a………………………………………………………………………………….(nato/a a……………………….. (prov……..) il …….……………….. residente a ………………………………………………………………………………..
via ………………………………………………………………………………………
nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, e allo scopo di salvaguardare la dignità della mia persona, intendo con la presente esercitare in forma anticipata – ai sensi della Convenzione di Oviedo del 4 aprile 1997, resa esecutiva con la legge di autorizzazione alla ratifica 28 marzo 2001, n. 145, e in applicazione della sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 21748-07 - il diritto di autodeterminazione delle cure sanitarie sancito dall’art. 32 dalla Costituzione (“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”).

PREMESSO CHE

- intendo anzitutto riaffermare con questo documento, che deve essere considerato come una vera e propria dichiarazione di volontà, il mio diritto, in caso di malattia, di essere adeguatamente informato delle diverse possibilità di cura e di poter scegliere fra di esse e al caso anche di rifiutarle, nel rispetto dei miei principi, della Costituzione e delle scelte di seguito indicate;

- intendo inoltre che le dichiarazioni contenute in questo documento abbiano valore anche nell’ipotesi in cui in futuro mi accada di perdere la capacità di decidere o di comunicare le mie decisioni ai medici curanti sulle scelte da fare riguardo ai trattamenti sanitari proposti;

- a tali fini prevedo la nomina di un fiduciario che si impegna a garantire lo scrupoloso rispetto

delle mie volontà e, se necessario, a sostituirsi a me in tutte le decisioni;

DICHIARO CHE

qualora io divenga incapace di intendere e di volere in modo permanente e fossi affetto da una malattia allo stadio terminale, o da una malattia o lesione cerebrale invalidante e irreversibile:

1 - non voglio essere sottoposto ad alcun intervento chirurgico o trattamento terapeutico se il loro risultato fosse, a giudizio di due medici, dei quali uno specialista nominato da me o dal mio fiduciario:

* prolungamento del mio morire;
* mantenimento di uno stato d’incoscienza permanente;
* mantenimento di uno stato di demenza avanzata;

2 - egualmente in tali casi non voglio essere sottoposto ad interventi comunemente definiti “di sostegno vitale” quali, ad esempio, l’alimentazione, l’idratazione e la ventilazione artificiale, interventi che se già iniziati debbono essere interrotti;

3- siano intrapresi tutti i provvedimenti atti ad alleviare le mie sofferenze, compreso l’uso di farmaci oppiacei, anche se essi dovessero avere come conseguenza l’anticipo della fine della mia vita.

DICHIARO INOLTRE CHE

- al momento della mia morte voglio/non voglio l’assistenza religiosa;

- voglio che il mio funerale avvenga con le seguenti forme:. ……………………………………………………………………….

- il mio corpo può/non può essere utilizzato per trapianti e per scopi scientifici e didattici;

- voglio/non voglio essere cremato/a e le mie ceneri, permettendolo la legge, siano/non siano disperse come segue …………………………………………………………………….

- voglio/non voglio essere lasciato/a morire nella mia abitazione;

- altre eventuali …………………………………………………………

NOMINA DEL FIDUCIARIO

Ai fini della attuazione delle volontà espresse nel presente documento nomino mio rappresentante fiduciario il sig/la sig.ra: ………………………………………………………………………………….(nato/a a……………………….. (prov……..) il …….…………………………. residente a ……………………………………………………………………………..
via ……………………………………………………………………………………….

il quale accetta la nomina e si impegna a garantire le volontà sopra espresse e a sostituirsi a me per tutte le decisioni che io non potessi prendere qualora perdessi la capacità di decidere per me stesso.

DISPOSIZIONI FINALI

Queste mie volontà, vincolanti per i medici, ai sensi di quanto disposto dalla citata sentenza n. 21748-07 della Cassazione, finché non saranno da me annullate o modificate con successiva dichiarazione anche verbale, sono depositate in originale presso….………………………….. e in copia presso l’Associazione Libera Uscita, ………………………………

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETÀ

Noi sottoscritti, come sopra descritti, consapevoli che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 76 D.P.R. n. 445/2000, dichiariamo autentiche le nostre firme apposte in calce al presente testamento biologico, al quale alleghiamo copia fotostatica dei nostri documenti di identità.

Luogo e data ……………………………………………………………………..

Firma del dichiarante…………………………………………………………..…

Firma del fiduciario.……………………………………………………………………


scritto da on Palermo

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Sono passati 17 anni.  Alla vigilia dell'inizio della manifestazione in occasione della strage di Via D'Amelio (venerdì 17 luglio) non ero molto pessimista, diciamo che lo ero moderatamente. Pensavo che sarebbe sì stata una partecipazione blanda da parte della città per chiedere verità, per chiedere giustizia su fatti ancora avvolti da molti misteri, ma l'assenza quasi totale agli eventi dei cittadini palermitani mi ha davvero suscitato da un lato rassegnazione e dall'altra rabbia. Rassegnazione per l'andamento discendente  alla partecipazione di iniziative antimafia, rabbia perchè nonostante dei concittadini siano stati uccisi dalla mafia vengono sempre più dimenticati ogni giorno che passa. Eppure la Palermo dei funerali di Borsellino aveva sfogato la propria rabbia nei confronti delle istituzioni che nulla avevano fatto per proteggere i suoi uomini. Ricordo ancora il Presidente della Repubblica Scalfaro sottratto a stento dalla folla inferocità presso la cattedrale di Palermo. Dove è finita quella rabbia? Dove è finita quella voglia di giustizia? C'è bisogno davvero di sangue per far uscire fuori la dignità di questa città? Non sono bastate tutte le vittime di ogni ceto e di ogni professione? Non è bastato il sangue versato in ogni angolo di questa città? Una Palermo costellata da monumenti, targhe, corone di fiori e strade in ricordo dei caduti vittime di mafia. Mi chiedo se sia proprio questo ad aver reso assuefatta la gente alla normalità nell'avere lapidi e nomi in ogni luogo, in ogni struttura, scuole, sale e aereoporti.
Che strana coincidenza, 17 anni, venerdì 17, ultimo giorno in cui ho sentito un barlume di ottimismo. E' finita. Non so se tornerà in me la voglia di credere in questa città. Certo non smetterò di credere nei miei ideali, di lottare in cui credo. Voglio che si sappia da che parte sto! Non sto dalla parte di chi sostiene la politica che va a braccetto con la mafia. Non sto con coloro i quali la sostengono. Non sto con chi non crede nei valori di onestà e legalità. Io sto dalla parte di chi si batte per una libertà vera, di pensare e dire ciò che si vuole, nel rispetto della costituzione. Sto con chi sostiene il principio dell'autodeterminazione per ciò che riguarda il proprio corpo. Sto con chi sosiene le energie rinnovabili o a bassissimo impatto ambientale. Sto con chi si batte per una acqua pubblica. Non sto dalla parte di chi vuole uno stato pontificio, dove le regole vengono dettate dalle sacre scritture. Potrei continuare ancora ma non vorrei perdere il filo di questo mio articolo.

Il 18 luglio 2009 quindi è scomparsa in me ogni briciola di speranza su questa città. La manifestazione di tre giorni, partita con la marcia delle agende rosse (vedi sito per ulteriori dettagli) da Via D'Amelio a Castel Utveggio, ha portato a Palermo circa 500 persone provenienti da tuttà Italia, da Pordenone a Catania, Emilia Romagna, Marche, lazio, Campania, Basilicata, Calabria e ancora e ancora. Un successo da una parte ma un fallimento e una sconfitta dall'altra per Palermo che era rapresentata da circa il 20% o poco più.

Il 19 luglio è cambiato poco, solo il pomeriggio si è avuta una maggiore affluenza ma non basta a far gridare al successo. Gli interventi di personaggi noti e cittadini semplici si susseguono in quel luogo reso tristemente noto per la morte di Pa0lo Borsellino e la sua scorta e dimenticato proprio dai condomini del palazzo dove abitava la madre del magistrato palermitano. Infatti, all'appello di stendere un lenzuolo bianco dai balconi per esprimere solidarietà alle vittime di mafia e dire no alla  criminalità organizzata, si è avuta una misera risposta. Le facciate dei palazzi erano quasi vuote, 5 lenzuoli di cui uno dell'appartamento dei Borsellino. Col susseguirsi di interventi e testimonianze sempre più lacrime scendevano timidamente sulle guance dei presenti, occhi lucidi ovunque me compreso. L'intervento che mi ha colpito di più è stato quello di Pino Masciari, imprenditore calabrese che a causa della denuncia dei suoi estortori ha subito minacce di morte e ha dovuto lasciare la sua terra per vivere in luoghi segreti con tutta la sua famiglia, il quale salito sul palco col figlio di 10 anni spiegava con molta rabbia la sua storia e le sue scelte. "Ho scelto la strada della legalità grazie a te figlio mio, per darti un futuro migliore." Un dialogo fatto davanti a moltissime persone, una vera confessione a quattrocchi fatta di parole e di sguardi tra un padre e un figlio che forse capirà tra diversi anni le scelte del padre. A stento ho trattenuto le lacrime.

Servizio su Agenda rossa
Una Palermo che crede in tutto tranne che nella legalità e nella giustizia. Una città religiosissima, il festino prima di tutto, santa rosalia è a santuzza a cui tutti si appigliano. In ogni quartiere, ma che dico, in ogni anglo di ogni isolato vi è un'icona di qualche madonna o santo. In estate è un brulicare di feste religiose ma stranamente a questa religiosità, come in tutte le zone più povere di questo mondo si contrappone una forte incidenza criminale. Non a caso Riina si dichiara credente, legge la Bibbia e nelle sue pagine i pizzini fanno da segnalibro. Strano eh! se il mondo fosse tanto onesto quanto religioso...in Sicilia ci sarebbe il paradiso in terra. Ma si sa purtroppo la religione è un modo di cercare di porre la propria coscienza a posto. Basta una preghiera per avere l'indulgenza dei propri peccati. Io non mi sento la coscienza a posto, non ho fatto abbastanza nella mia vita per la società e cerco di trovare la pace in terra e non nell'aldilà, cerco di ripagare il mio disturbo attraverso un contributo alla società. Non sarà mai abbastanza ma almeno ci si impegna. Io non sono religioso, sono ateo, non ho visto dio, la madonna, gesù, santi e angeli. Ho visto però uomini sacrificare la propria vita per la società, li ho visti nei video, nelle foto. Ho visto la loro morte tra le lamiere e le carcasse delle loro auto. Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e se vogliamo tornare indietro nel tempo ho visto Salvo D'acquisto. Ecco io credo in queste persone che sono andate incontro alla morte con paura ma nel coraggio e la consapevolezza che non sarebbe stato vano. Io credo nel calendario dei santi laici di Beppe Grillo ma non in quello di frate indovino. Una Palermo quindi tanto religiosa quanto mafiosa, che ha scelto il ruolo di giuda ma giuda di se stessa.

scritto da on Palermo

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Quando arrivai la prima volta mi affascinò, l'impatto fu da turista. Vedevo la parte visibile della città, la parte che tocca la gente appena arriva e finchè non la vive. Poi il destino ha voluto che vincessi un concorso e che mi trasferissi definitivamente. I primi mesi li passai sempre in giro affascinato dalla sua storia visibile dai resti delle civiltà che si sono susseguite e che hanno lasciato i segni sui volti dei cittadini. I  volti scuri di molte persone e i magnifici occhi azzurri delle ragazze palermitane (residuo della civiltà normanna).

Il tempo poi manifesto la vera identità di questa città. Una città fatta di persone che non amano la società, che non amano le regole, si vive alla bisogna senza pensare al futuro....tanto non capita a me. Una città fatta di persone dal vivere oggi senza pensare al domani. Del meglio io che gli altri, casa mia e poi il resto. Meglio l'uovo oggi che la gallina domani è il motto.

La città dove le forze dell'ordine si chiamano sbirri in modo naturale. Dove gli "sbirri" ormai si limitano solo a guardare senza intervenire, sarebbe oltretutto troppo oberoso visto che l'eccezione non è l'illegalità ma il contrario. Non capita raramente quindi che polizia passi accanto a posteggiatori abusivi o che vada a comprare nei mercati e senza scontrino. Che le corsie preferenziali siano usate normalmente da tutti e che la gente attraversi le strade ovunque.

Una città dove la pulizia è un optional, dove la spazzatura è ovunque nonostante le migliaia di operai della nettezza urbana.

Una città però religiosissima con le sue feste di quartiere e la giornata dedicata a Santa Rosalia in cui partecipano tutti indistintamente, da devoti a mafiosi. Si perchè la Palermo è soprattutto questa, un ambiente corrotto e deviato. Dove nessuno si ribella, anzi partecipa con piacere sedendosi a tavola con chi lavora per il non rispetto delle leggi. Dove non ci si indigna per nulla. I morti di mafia col tempo vengono sempre più dimenticati, non se ne parla più nelle scuole. Le scolaresche che arrivano a Palermo, in occasione della strage di Capaci e di via D'Amelio, sono quasi esclusivamente del resto d'Italia. Una Palermo che è assuefatta alle morti eccellenti e che preferisce rimanere con gli occhi chiusi e dimenticare piuttosto che lottare per migliorarsi. Una Palermo che preferisce convivere col malaffare piuttosto che scegliere la via della legalità e dare un futuro migliore ai propri figli.

Per questo la Palermo è quella di sopra per chi ci vive e quella di sotto per chi ci osserva dall'esterno.

scritto da on Informazione

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I pochi dubbi iniziali non mi insospettirono sulla vera situazione di Grillo. Poi venne la puntata di Exit dove Grillo fece un monologo evitando il dibattito. Poi arrivò l'articolo di un giornalista, lui lo evitò rifiutando di sottoporsi all'intervista proprio come fa oggi uno dei personaggi più inquietanti del panorama politico italiano: Berlusconi.

Poi vi sono i numerosi interrogativi posti sul sito disinformazione.it, dove viene fatta una fotografia della Casaleggio Associati che gestisce il Blog, gli spettacoli, i meetup di Grillo diventando di fatto l'Editore del comico ligure.

Interrogativi che mettono in discussione la libertà dello stesso comico, visti infatti i legami passati della Casaleggio Associati con la Telecom in relazione alla battaglia dello shareaction. Visti anche i legami finanziari con società estere che a sua volta investono nei settori bancario e petrolifero. Sarà per questo motivo che gli attacchi di Grillo nei confronti del signoraggio, quindi dei poteri forti si sia affievolito?

Un invito a grillo è quello naturalmente di rispondere a questi interrogativi e di tornare a parlare di signoraggio, poteri forti bancari, sovranità monetaria, OGM, ecc.

La mia stima naturalmente, per una persona che mi ha risvegliato da un lungo torpore in cui da sempre ero immerso, non decadrà mai ma i dubbi rimangono.

scritto da on Informazione

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Credo che Luttazzi abbia colto nel segno. L'unico punto debole delle organizzazioni criminali come di quelle industriali è il denaro. Guardate il video.

Adesso vi elenco i prodotti che maggiormente vengono pubblicizzati nelle reti mediaset.

"CHI FINANZIA LE TV DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E COME REAGIRE

Ognuno di noi, acquistando prodotti pubblicizzati sulle reti Mediaset, versa a fine anno una quota che è di molto superiore alla cifra del canone Rai. Per maggiori informazioni in merito vi consiglio di visitare il sito del "Movimento di Cunegonda".

Di seguito i principali "big spender" sulle reti Mediaset:

Alimentazione:
Sottaceti Peperlizia, Asiago formaggio, Frutta Yo Valfrutta, Valle degli Orti, Riso Scotti, Surgelati Orogel, Patasnella, Grana Padano, Prodotti Nestlè, Legumi Bonduelle, Hard discount LIDL, Palmera Tonno, Novi Cioccolato, Casa Modena, Mulino Bianco, Kit Kat, acque Vera / San Benedetto / Ferrarelle / Levissima / Panna / Uliveto / Rocchetta / Vitasnella.

Articoli per la casa:
Soft Lavatrice, Dash, Anitra WC, Svelto, Calfort, Smac detergenti, Pronto Detergenti, Hoover Elettrodomestici, Pril 3 in 1 Perfect, Vernel ammorbidente.

Per lei e per lui:
Oil of Olaz, prodotti l’Oreal, Tena Lady Mini, Bilba Cadey, Cosmetici HQ, Lines Idea Petalo Blu, Nivea Creme, Calzedonia Calze, Garnier prodotti di bellezza.

Prodotti editoriali:
Corriere della Sera, Espresso, Panorama, Cosmopolitan, Il Giornale, Vanity Fair, Donna Moderna.

Auto:
Renault, Opel.

Carburanti:
Q8.

Telefonia:
Tele2, Wind, Tre Videofonia.

Grande distribuzione:
Supermercati LIDL, Unieuro."

Fonte: www.scrivi.com

scritto da on Informazione, Palermo

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Ebbene si, il mio incontro faccia a faccia con Enrico Mentana. Mi sono recato alla libreria Flaccovio di via Ruggero Settimo a Palermo, armato di fotocamera e fogliettino con 4 domandine.  Purtroppo ho avuto la possibilità di fargliene solo una e così ho scelto la più tosta.

Lui si presenta e racconta se stesso, di come iniziò e di come condusse il tg5, sempre a schiena dritta, dice, sempre "neutrale e indipendente" (neutrale, che significa?). Arriva il momento delle domande. Tutti elettrizzati, proni e sorridenti al suo cospetto. Domande soft e tranquille ma c'ho pensato io a ravvivare la serata.

Davanti a qualche telecamera alzo la mano, prendo il microfono e mi butto per la prima volta a capofitto nel dibattito con un personaggio che ha segnato il panorama televisivo e giornalistico seppur, a mio parere, con la schiena curva nei confronti del padrone.

"Ci sono volute diverse cene tra le quali una nel 1994, lo affermò Facci che non era certo di sinistra, una nell'aprile del 2008 prima delle elezioni e 18 anni di militanza a mediaset per rendersi conto di essere in una "dependance di Forza Italia?"

Risposta:

Beh dopo la discesa in campo, Berlusconi volle creare un tg, un telegiornale che fosse alternativo a quelli lottizzati come tg1, tg2 e tg3, sembra strano ma agli inizi non era un comitato elettorale come dichiarai io. Lo diventò dopo e in una lettera a Confalonieri chiesi di uscire in punta di piedi"

Non fu così ribatto io, è stato cacciato via. Montanelli ebbe più dignità e se ne andò dopo aver capito la linea politica che voleva dare Berlusconi a Il giornale.

"Non se ne andò ma fu cacciato " mi risponde lui. Minchia penso io e ribatto che non è così, Travaglio che lavorava con Montanelli afferma che se ne andò e in rete si legge ovunque così.

Lui mi dice che Internet è un posto dove si legge tutto e il contrario di tutto, che non è affidabile, che non ci sono controlli. Insomma non mi permette di ribattere. Poi altri fanno le loro domande, tra cui uno in cravatta, credo del PDL che conferma i limiti di internet, a ruota tutti concordano e mi guardano come se fossi un marziano io che non leggo libri, giornali, tv ma mi affido a internet. che seguo blog e siti di certi qualunquisti (credo si riferisca a Grillo) e poi elogia Mentana, bla bla bla.

Insomma alla fine Lui si dichiara come uno che è stato indotto alle dimissioni, che Mediaset ha frainteso le dimissioni da direttore editoriale e lo ha cacciato anche da Mediaset. Poi lui cita Mediaset in giudizio, vince, lo reintegrano e trova un accordo per rislvere il contratto.

Insomma vuole far crederci che è stato non cacciato ma indotto all'abbandono, che Montanelli è stato invece cacciato.

Non ho avuto modo di ribattere, in quanto molti dovevano fare domande. Ho mancato di cattiveria, d'altra parte era la mia prima intervista e non ho mostrato le unghie, l'emozione e l'isolamento mi hanno un pò impaurito.

Lui afferma ancora che un giornalista deve essere "Neutrale e indipendente". Che significa Neutrale? Indipendente si ma Neutrale? Un signore gli ricorda che i giornalisti che fanno domande scomode non ci sono più ma lui con giri di parole evita la risposta.

Alla fine dopo le autografie di rito sui libri gli faccio un in bocca al lupo, gli stringo la mano e gli dico "adesso che è libero sia indipendente ma non neutrale, se lo può permettere!!! Lui mi chiede: "Lei lavora?", "Si" rispondo io, e lui ancora "Beh io no", "Ma lei se lo può permettere di non lavorare!" ribatto.

Riflettendoci poi ho capito la risposta e ho anche capito il significato di neutrale. In soldoni se lui facesse il giornalista, facesse le domande anche le più scomode e spiacevoli non lavorerebbe da nessuna parte. Da qui la necessità a mi parere di essere neutrale, insomma non rompere troppo le palle.

Ah dimenticavo che l'omino con la cravatta, insomma il pdellino, mi si avvicina e mi dice. "Come sempre siete stati sbugiardati, dite delle cose non corrispondenti a verità voi della rete". "Cosa?" Dico io. e Lui: "Quello che Le ha contestato Mentana". Che Montanelli se ne è andato è vero, e che lui (Mentana) è stato cacciato anche. Se Lei ha delle fonti alternative me le dica che le verifico". Lui incassa e si eclissa tra i fan a caccia del suo autografo.

Italia come la Cina

giu
2009
22

scritto da on Attualità, Politica

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Articolo tratto dal sito Buzzintercultura
"ATTENZIONE: In Italia come in Cina si censura internet.
Venerdì 5 giugno, il network spagnolo “La Cuatro”, trasmetteva, nell’ambito del suo telegiornale, un servizio su Berlusconi e le foto di Villa Certosa già pubblicate dal quotidiano spagnolo “El País”. Sabato 6 giugno, sottotitolavamo in italiano questo servizio e lo mettevamo su Youtube (sito per la condivisione di video).
Poiché queste (e molte altre) notizie vengono sistematicamente censurate in Italia, i cittadini italiani, affamati di informazioni altre, da domenica hanno letteralmente preso d’assalto questo servizio giornalistico di una televisione libera, con una media di 15.000 visite al giorno. Inoltre in molti hanno voluto esprimere il loro parere, lasciando un commento al servizio tv che avevano appena visto.
Comincia la censura: martedì 9 giugno ci scrivono in molti dicendo che questo telegiornale è stato censurato da parte di chi tentava di mostrarlo su Facebook (popolare sito per la comunicazione tra le persone). Giovedì 11 giugno, dopo più di 56.000 viste, Youtube ci comunica la soppressione del video perché “Viola le norme della community”. Pertanto questo telegiornale viene oscurato al pubblico italiano e vengono così anche cancellati i quasi 200 commenti che dei liberi cittadini avevano scritto riguardo questo servizio.
Ci chiediamo quali siano queste norme violate: un telegiornale nazionale non può essere coperto da copyright, perché fa parte del diritto costituzionale all’informazione.
Ci viene il dubbio che, con le nuove normative sulla censura, di fatto, questi siti (Youtube, Facebook, ecc.) siano sotto ricatto del governo che, oltre a controllare tutti i media, vuole riuscire a controllare anche l’unico mezzo di libera comunicazione rimasto in Italia: internet.
Vi preghiamo di divulgare questa informazione perché quel che è successo è di una gravità inaudita: è un vero attacco alla poca libertà di informazione rimasta in Italia, che ci equipara sempre più alla censura che la Cina compie su internet."

Io ho risposto positivamente a questo appello perchè sostengo che in un paese non comunista o non fascista bisogna che la gente sappia tutto quello che succede soprattutto quello che fanno i nostri dipendenti.
Ironia della sorte la tv spagnola che ha fatto tale servizio si chiama Lacuatro (La quattro).

Ecco i video:

Video con commenti

Video senza commenti:

Versione su youtube
Video senza commento iniziale e finale

scritto da on Riflessioni d'autore

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Qua in alto, nell’header del blog, vedete varie parole tra cui : “Libertà di pensiero”, “Questione morale”, “Punti di vista”, “Autodeterminazione” ... Non sono lì a caso, sono lì in quanto le sento mie da parecchio tempo, ma il coraggio di rispettarle e metterle in pratica è in me da qualche anno.

Il 6 e 7 giugno 2009 ci sono state le elezioni europee ma anche quelle amministrative (nel mio comune di residenza, Mandanici provincia di Messina). A dire il vero non mi interessavano granchè queste ultime, le mie frequentazioni a Palermo di persone di un certo spessore, di una certa cultura e intelligenza mi hanno fatto svegliare dal torpore in cui ero caduto vivendo nel mio paese e mi hanno spinto a recarmi a Mandanici per votare alle europee, per Sonia Alfano. Su wikipedia vi è la sua storia, noterete, verificando molti altri politici, la mancanza della scheda relativa ai "Procedimenti giudiziari penali". La conosco bene Sonia, è una delle persone che stimo di più per le sue vicende tragiche che l'hanno vista vittima di mafia ma soprattutto per ciò che da questo ne è venuto fuori, una forza di reagire e battersi contro ciò che le ha rovinato la vita, che ci rovina la vita e che ci opprime...la mafia. L'unico motivo che mi ha fatto fare 300 km  e buttare nell'urna quella maledetta scheda è stato Lei. Ma questo è stato il contorno della vicenda che racconterò a breve. Come accennato pocanzi vi erano pure le elezioni comunali a Mandanici. C'ho riflettuto molto prima di prendere la decisione che mi ha causato non pochi problemi, la decisione di non votare alle comunali, rifiutando la scheda elettorale. Quando infatti sono entrato nel seggio i miei compaesani non volevano crederci. Esterefatti si chiedevano come mai avessi deciso ciò. Spiegare sarebbe stato inutile, loro vivono in un altro contesto e non basterebbero diverse ore. Spiegazioni che ho dato anche ai miei familiari che non hanno capito e accettato la mia scelta. "Hai sbagliato!" Dovevi almeno prendere la scheda!" mi dicono. Infatti tra i candidati vi era pure mia cognata e la sua famiglia, mio fratello e figli, hanno dedicato non poche risorse per la campagna elettorale (considerato che lo sia). Premetto che in un paesino di poco più di 500 votanti, i legami di sangue la fanno da padrone, poi ci sono gli esterni che sono circondati, oppressi e pedinati fino al giorno delle elezioni e addirittura fin dentro il seggio elettorale. La famiglia di mio fratello l'ha presa malissimo, ho sfiorato la rottura (mio nipote non mi parla più), ho perso un pezzo di fiducia / rapporto e soprattutto ho rischiato (in caso ci fosse stata la sconfitta) l'isolamento familiare. Tutto il paese non ha condiviso il mio gesto, non ha compreso cosa mi sia successo qui a Palermo. Alcuni mi dicono che abbia perso la testa. Adesso che sapete come sono andate le cose posso spiegare il mio "insano gesto" di non aver votato per la "famiglia". E' molto semplice. Il voto è l'espressione della fiducia che si dà a chi si mette a disposizione di tutti per gestire la cosa pubblica. Io non avendo vissuto in paese, non avendo vissuto la campagna elettorale e soprattutto non avendo questa fiducia nelle persone che si sono candidate, ho pensato ingenuamente di non darla. Neppure a mia cognata e alla politica, alla mentalità che ella esprime..cioè quella di mio fratello che da leader sanguigno e coriaceo rappresenta ciò che io non ho mai apprezzato, la politica come lotta per la conquista del potere e sfruttarlo per i propri bisogni. Una politica da stadio, senza se e senza ma, dove si ama o si odia, solo per appartenenza e non in seguito ad analisi e riflessione.

La nuova amministrazione e i suoi fan

La nuova amministrazione e i suoi fan

Il risultato è stato pessimo, un paese diviso, persone che non si salutano e che si odiano. Ironia della sorte vince la lista che ha per simbolo una stretta di mano e con scritto "Uniti per cambiare". Il mio gesto è servito a rompere col passato, con quella mentalità che mi ha inseguito, tenuto prigioniero e lontano dalle mie idee. Non so se nel mio paese sarà servito a qualcosa, se farà riflettere qualche persona e liberarne altre allorà sarà un successo. Ho solo capito che la maggior parte dei miei compaesani ha votato e voterà solo ed esclusivamente in quanto legata da relazioni di parentela; i comizi non servono a nulla se non a gettare fango sugli avversari mentre i programmi un inutile spreco di carta.

Io ho scelto la ragione.

scritto da on Politica

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Il rapporto è curato dall'Osservatorio civico sul Parlamento italiano, promosso da 'Cittadinanzattiva'.
ll primo anno della XVI legislatura mette in luce una maggiore attività del centrosinistra alla Camera e al Senato. Ma la maggioranza è più presente nelle votazioni. Le donne si piazzano meglio degli uomini, le più attive Angela Napoli e Donatella Poretti. Maglia nera a due parlamentari del Pdl: Denis Verdini a Montecitorio e Marcello Pera a Palazzo Madama.

Opposizione stakanovista, ma maggioranza più presente nelle votazioni. Il primo rapporto sulle attività dei parlamentari per il primo anno della XVI legislatura mette in luce una maggiore attività del centrosinistra alla Camera e al Senato. In particolare, spicca il gruppo dell'Italia dei Valori, che interviene più del Pd.

E anche tra i leader politici, l'unico che 'strappa' la sufficienza e' Antonio Di Pietro. Il rapporto, curato dall'Osservatorio civico sul Parlamento italiano, promosso da 'Cittadinanzattiva', 'Controllo cittadino' e 'Openpolis', stila le pagelle di deputati e senatori sulla base della quantità di attività svolta in Parlamento, senza entrare nel merito degli interventi o delle proposte.

Premiate la deputata Angela Napoli (Pdl) e la senatrice Donatella Poretti (radicale del Pd) come parlamentari più attive, mentre la maglia nera va a due big del Pdl: Denis Verdini alla Camera e Marcello Pera al Senato.

Il metodo di indagine sviluppa una vera e propria 'pagella', prendendo in considerazione il coinvolgimento nei processi di formazione delle leggi e la presenza alle votazioni elettroniche in aula. Un'analisi che non lascia scampo: solo 16 deputati e 8 senatori superano la sufficienza

.

Nella particolare classifica dei leader, capigruppo e personalità di partito, l'unico che supera il 6 è Di Pietro. Tutti gli altri, da Pier Ferdinando Casini a Francesco Rutelli, sono bocciati senza appello.

In generale le donne sono più attive e presenti degli uomini, sia alla Camera sia al Senato. Tra i membri del governo, il rapporto bacchetta il sottosegretario alla Semplificazione normativa, Maurizio Balocchi: suo il record del 37% di assenze al voto non giustificate da missioni istituzionali.

A seguire il ministro per i Rapporti con il Parlamento con il 32% di assenze e il responsabile delle Comunicazioni Paolo Romani con il 27%. Tra i più assidui in aula, il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino (69% di presenze) e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo (56%).
Scaricate il rapporto completo

scritto da on Attualità, Politica

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I due più grandi quotidiani inglesi e autorevoli in Europa vanno pesante su Berlusconi.  "Un pericolo" per l'Italia. Così il Financial Times e l'Independent titolano a prima pagina ed usano la stessa espressione parlando di Silvio Berlusconi, alla luce delle vicende che hanno recentemente coinvolto il primo ministro e del suo rifiuto di rispondere alle dieci domande che gli ha posto la Repubblica.

Ma oltre ai due giornali inglesi vi erano in concerto altri quotidiani internazionali che invitavano il Premier a rispondere.

Ecco in elenco i 10 quesiti posti al Presidente del Consiglio:

1. Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?

2. Nel corso di questa amicizia, che il premier dice "lunga", quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?

3. Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso - come ammette anche Berlusconi - il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?

4. Naturalmente il presidente del Consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito né cittadino particolarmente influente nella società meridionale?

5. Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?

6. Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?

7. Berlusconi si occupa dell'istruzione, della vita e del futuro di Noemi. Sostiene finanziariamente la sua famiglia?

8. E' vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l'accesso alla scena politica e questo "uso strumentale del corpo femminile", per il premier, non "impoverisce la qualità democratica di un paese" come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?

9. Veronica Lario ha detto che il marito "frequenta minorenni". Al di là di Noemi, ci sono altre minorenni che il premier incontra o "alleva", per usare senza ironia un'espressione della ragazza di Napoli?

10. Veronica Lario ha detto: "Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E' stato tutto inutile". Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell'Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l'esito di "una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità". Quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?

La moglie è statamanipolata dalla sinistra, i giudici (e solo quelli) che lo accusano sono comunisti, i giornali italiani, le università sono in mano alla sinistra....e in Europa.  I giornali inglesi titolano con una frase che io sostenevo da parecchio tempo, mi fa piacere che sia stato posticipato da due importanti testate inglese. Un paese l'Inghilterra che io amo molto per la sua eticità nella politica e nella vita sociale.

L'Italia potrà liberarsi da questo "pericolo" solo vivendolo, un Paeese senza memoria che si dimentica facilmente di chi è morto per Lei, per dare un libertà di parola, di stampa che ora vengono calpestate ogni giorno.